Caro Direttore,
ho sempre pagato le tasse e, come me, tutti quelli a reddito fisso lo hanno fatto! Abito in Via Alessandro Volta, conduco una vita semplice e non chiedo molto: vorrei poter usufruire dei miei spazi in modo libero e dignitoso: tutti, nella via dove abito, vorrebbero fare lo stesso ma non si può! Non si può sedersi su una panchina perché dire che sono sporche è un eufemismo, non si può sedersi attorno al tavolo del giardino di fianco alla palestra perché è stabilmente un tavolo da osteria e non si può nemmeno portare fuori il cane perché sembra di essere a Tripoli durante un raid di guerra… botti da tutte le parti!
I cani si terrorizzano, si sfilano il guinzaglio e scappano rischiando di procurare incidenti… sono assicurati ma chi lo spiega a chi si fracassa in moto che le sue ossa sono ben pagate? Polizia, Carabinieri e, specialmente Vigili urbani, tutti uguali! La prima cosa che dicono è: “Ma lei lo sa che il cane deve essere al guinzaglio?”
Depistare l’attenzione, spostare il problema su chi è vittima saltando, a piedi pari, la responsabilità del colpevole… questa è la prassi!  Ho avuto quattro carabinieri e un poliziotto in famiglia… ho passato l’adolescenza nella sala mensa della caserma a giocare a ramino con quelli dell’investigativa… ma non erano così! Cos’è successo?  Mi sono perso un cambio epocale? L’innocente diventa colpevole solo perché, esistendo, disturba chi trasgredisce?
Stiamo tutti vivendo un momento difficile: aiutateci a viverlo!
Un concetto chiaro che, una volta, veniva inculcato anche ai bambini era questo: “La libertà di ognuno finisce dove inizia la libertà degli altri”! Cosa fanno le famiglie, la scuola, le istituzioni tutte, la politica tutta, gli organi di Polizia tutti, la magistratura tutta per educare le nuove generazioni?
(Gian Franco Bonanni)