Imola. Arriva a Imola la “Scuola per genitori” diretta dal prof. Paolo Crepet, un ciclo di conferenze tenute da psicologi e psicoterapeuti per parlare del delicato rapporto che lega genitori e figli. Un'occasione di discussione per condividere esperienze e provare a trovare soluzioni ai tanti errori e alle tante incomprensioni che nascono all'interno della famiglia. L'iniziativa è inserita nel programma Impresa-Famiglia di Confartigianato.
Gli incontri in programma saranno cinque, la prima serata di introduzione al progetto sarà tenuta da Crepet nella serata di venerdì 2 dicembre 2011 presso il teatro dell'Osservanza. Proprio della location del primo incontro si dice soddisfatto: “Sono felice di andare nell'ex manicomio, me lo ricordo come spazio di sofferenza ed ora mi fa piacere vederlo restituito alla cittadinanza”.
L'iscrizione è stata fissata a 80 euro, tariffa unica, per tutte e 4 le conferenze (più una di lancio gratuita all'Osservanza aperta a tutti). Ci si può già iscrivere presso tutte le sedi di Confartigianato Assimprese nel circondario imolese. Per informazioni 0542/42112 – scuolagenitori@confartigianatoimola.com.
Con 10 anni di attività, coinvolgendo qualcosa come 25.000 persone, tra genitori, insegnanti, a volte anche nonni, che dei genitori spesso svolgono le funzioni, la “Scuola per genitori” vuole porsi come una realtà ulteriore che si va ad affiancare, senza volersi sostituire, alla scuola e alla famiglia nel dibattito sull'educazione dei figli. Educazione dei figli che parte in primo luogo da quella dei genitori: “Occorre oggi più che mai irrobustire la schiena ai genitori, per far sì che questi la irrobustiscano ai figli”. Spiega così l'idea che sta alla base del progetto il prof. Paolo Crepet. “Occorre che i genitori smettano di dire 'poverino' ogni volta che parlano dei loro figli, è un mito da sfatare quello secondo cui stiamo lasciando ai nostri figli un mondo peggiore di quello che abbiamo trovato noi. Ai miei tempi non c'erano tutte le possibilità che offre la tecnologia ora, internet prima di tutto, e nemmeno questa libertà nelle relazioni sociali. I genitori devono capire che molto spesso fanno troppo per i loro figli. Arrangiarsi diventa allora una bellissima parola educativa. Non che i genitori debbano essere assenti, ma occorre imparare a lasciarsi alle spalle buonismo e 'protezionismo' che hanno fatto danni incalcolabili: alle volte cambiare le serrature per far uscire di casa i figli è una cosa positiva. Trovo invece assurdo sentire di adolescenti che fanno le cinque del mattino in discoteca e poi devono essere accompagnati a scuola in macchina: l'autobus è un ottimo ambiente di socializzazione per un ragazzo di 15 o 16 anni. Non deve essere questo a spaventare un genitore”.
Portata in città da Confartigianato-Assimprese, e inserita all'interno del progetto “Impresa-Famiglia”, la “Scuola per genitori” ha il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e il patrocinio del Ministero dell'Istruzione e, a Imola, dell'assessorato alla Scuola.
“Confartigianato è da sempre vicina alla famiglia, – ha dichiarato Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Assimprese – basti pensare che storicamente le nostre imprese nascono in ambito familiare e crescono attraverso ricambi generazionali, grazie a valori trasmessi dai genitori ai figli. Oggi le cose sono cambiate e la famiglia attraversa momenti di grande complessità, in un ambiente sociale difficile, in cui i giovani hanno più che mai bisogno di guida e di speranza. Il rapporto fra genitori e figli deve sempre più confrontarsi con la realtà esterna e con una situazione economica e sociale senza precedenti”.
Anche il prof. Crepet concorda nel vedere un legame virtuoso tra impresa e famiglia. I valori che ritiene stare alla base della maggioranza delle strutture produttive italiane sono gli stessi su cui poggia la famiglia: dinamismo, intraprendenza, “capacità di sognare”, sono cose che i genitori dovrebbero saper insegnare ai figli. Non si deve concedere tutto acriticamente quindi, ma “insegnare a credere in ciò che si desidera, insegnare ad essere persone che sanno cosa vogliono e sanno volere cose nuove. L'Italia è la Ferrari, è Stradivari, non la grande industria. – sostiene Crepet – Non riesco a credere che a Cremona gli unici giovani disposti ad imparare il mestiere di liutaio siano cinesi. I ragazzi dovrebbero imparare a non disprezzare il lavoro manuale che è quello che ha reso l'Italia un paese ricco. Se penso a un ragazzo che sta tutto il giorno sul divano o in chat mi fa pena, non sa cosa si perde”. (Leonardo Bettocchi)

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