Faenza. Una spirale di 40 metri per un’altezza di 4 metri avvolta da una rete metallica su cui fluttuano centinaia di ceramiche non smaltate di varie dimensioni. Si tratta della più grande opera d’arte realizzata da Germano Sartelli nella sua prolifica attività e troverà spazio al centro della rotonda di via 1º Maggio a Fenza. L’inaugurazione si terrà sabato 19 novembre 2011. Alle ore 11, nella sala conferenze della Confartigianato (via Zaccagnini 8), verrà presentata l’opera con Giovanni Malpezzi (sindaco di Faenza), Massimo Isola (assessore alla Cultura), Claudia Zivieri (assessore ai Lavori pubblici), Matteo Mammini (assessore alle Politiche territoriali), Claudia Casali (direttrice del Museo internazionale delle Ceramiche) e Tiziano Samorè (segretario Confartigianato).
Germano Sartelli classe 1925 è uno dei pilastri dell’arte italiana del ’900 riconosciuto dai più rinomati critici italiani e addirittura selezionato già nel 1964 alla XXXII Biennale di Venezia. Fin dagli anni 60 utilizza nei suoi lavori ragnatele, paglia, vimini, foglie, tronchi, cicche, lamiere, vetri spaccati, terre, carta e qualsiasi materiale di recupero, mettendo la natura al centro della sua ricerca.
“Con Alberto Burri, è stato uno dei primissimi artisti ad utilizzare, in anni non sospetti, materiali inconsueti, insegnando a guardare e a leggere l’opera d’arte e il mezzo artistico con occhi differenti – afferma la direttrice del Museo internazionale delle Ceramiche, Claudia Casali -. Come un grande esteta ci ha mostrato come una ragnatela può diventare una magnifica composizione astratta”.
La città di Faenza si arricchisce di una sua opera che oltre a dare identità ad un luogo, eleva il tono della città e va ad integrare il nascente museo all’aperto. Dopo Domenico Rambelli, Angelo Biancini, Lucio Fontana, Carlo Zauli, Franz Stähler, Giuseppe Spagnulo, Hidetoshi Nagasawa, Giosetta Fioroni e gli altri artisti rappresentati localmente nel museo all’aperto, con l’arrivo di Germano Sartelli si aggiunge un altro artista storicamente riconosciuto, concorrendo a valorizzare ancor più il patrimonio della comunità.