Imola. Appena un mese fa la direzione aziendale del Gruppo Carraro annunciava la decisione di mettere in vendita l’Elettronica Santerno, a causa del bisogno di concentrare le risorse del Gruppo esclusivamente per la crescita delle produzioni tradizionali, così lo stabilimento di Imola non avrebbe più avuto adeguate prospettive di crescita. Ora la marcia indietro con le dichiarazioni del vicepresidente del Gruppo che di fatto abbandona l’intenzione di cedere l’azienda, ma annuncia sacrifici, a cominciare dall’utilizzo della Cassa integrazione ordinaria. Dichiarazione che, per la Fiom – Cgil, Fim – Cisl e Uilm – Uil “destano sconcerto e ulteriore preoccupazione per il futuro occupazionale e produttivo dell'Elettronica Santerno”.
In sintesi l'Azienda, oltre al ricorso alla Cig, è intenzionata a ridurre i costi con una accurata politica di spesa e a intervenire sull’organizzazione rendendola più dinamico per far fronte ad un mercato, come quello legato al fotovoltaico, che giornalmente cambia, con politiche rivolte anche ad incrementare la presenza sui mercati esteri, oggi gli unici in crescita.
Le organizzazioni sindacali, nel ribadire “lo sconcerto e la forte preoccupazione determinata dai cambi repentini di strategia del Gruppo”, hanno posto la necessità di aprire un confronto sulle prospettive occupazionali e lavorative (utilizzo cassa integrazione ordinaria) e il futuro produttivo dell'azienda (strategie, piano industriale) al fine di non scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori l'attuale situazione, dove Elettronica Santerno rimane la prima azienda nazionale nel settore e in linea con i competitori.
Lunedì 21 ottobre i sindacati incontreranno in assemblea i lavoratori per una valutazione della situazione e successivamente verranno calendarizzate con l'azienda le date per aprire il confronto.