25 Novembre 2011: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Anche quest'anno, il 25 novembre, tante donne in tante parti del mondo manifesteranno in molte forme la propria volontà politica di dire no alla violenza che ogni giorno viene subita in nome della volontà patriarcale di controllo sui loro corpi e sulla loro libertà.

IMOLA
Trama di terre dà appuntamento venerdì 25 novembre, ore 18.30, in piazza Caduti della Libertà “ per far sapere che ogni giorno diciamo basta alla violenza maschile sulle donne, che si tratti di violenza domestica, sessuale, psicologica, economica o istituzionale. Saremo in piazza per ricordare le 650 donne ammazzate in Italia dal 2005 al 2010, e per tutte quelle che ogni giorno cercano di ricostruirsi una vita, un futuro, una dignità, in un paese ancora imbevuto di una cultura sessista che continua a perpetuare l'idea della donna come oggetto da possedere, da usare, da controllare. Come associazione di donne italiane e migranti ci saremo anche per denunciare quanto ancora più pesante sia la violenza vissuta da coloro la cui vita, in questo paese, è ancorata ad un permesso di soggiorno, o da coloro che non dispongono delle risorse economiche e materiali per poter chiedere aiuto. Saremo in piazza per la donna che viene sfrattata con dei bimbi o delle bimbe a carico, per quella che non può divorziare perché sul suo permesso di soggiorno è scritto “ricongiungimento familiare”, per chi ha paura di denunciare una violenza perché rischia di trovarsi rinchiusa in un Cie, per chi non vuole tornare al proprio paese per forza perché i suoi figli e le sue figlie sono nati/e e cresciuti/e qui. Saremo in piazza anche per chi a diciotto anni non vuole sposarsi ma è costretta a farlo in nome di una tradizione che la considera merce di scambio, per chi a trenta è precaria e non può costruire dei progetti di vita e per chi a sessanta vorrebbe andare in pensione ma non può farlo. Ci saremo con letture, canti e giochi per rendere visibile il nostro NO!
Inoltre, dalle 10 alle 20, Al Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre, via Aldrovandi 31, “Il nostro No alla violenza”, mostra di parole e immagini contro la violenza preparata dalle donne della scuola di italiano di Trama di Terre.

Sabato 26 novembre, ore 21 presso il Teatro Lolli (via Caterina Sforza 3) andrà in scena “Donne di Sabbia”, spettacolo/testimonianza/denuncia sul femminicidio di Ciudad Juarez (Messico)
“Donne di sabbia” denuncia il femminicidio perpetrato a Ciudad Juarez, zona di frontiera tra Messico e Stati Uniti, dove dal 1993 più di 900 donne, adolescenti e bambine sono state  assassinate secondo lo stesso rituale: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Più di mille sono quelle scomparse. Non solo la polizia non è riuscita a fermare il femminicidio, ma  continua ad occultare la gravità dei fatti.
L'opera, del drammaturgo e regista teatrale Humberto Robles, nasce da una raccolta di testimonianze dirette dei parenti delle vittime che vengono riprodotte sul palco attraverso un'alternanza di voci, di denunce, di sofferenze. Il gruppo teatrale «Donne di Sabbia» non percepisce alcun guadagno, ma offre il proprio spettacolo con la sola intenzione di fare conoscere al maggior numero di persone il terribile fenomeno del femminicidio. Ogni eventuale guadagno è devoluto all'associazione “Nuestras hijas de Regreso a casa”, organizzazione messicana dei parenti delle vittime che lotta contro l’impunità e che dà un sostegno concreto agli orfani delle donne uccise.
La violenza alle donne è una strage infinita anche in Italia: nel 2009 sono state uccise 119 donne e 127 nel 2010.
La ricorrenza del 25 novembre nasce da un episodio avvenuto nella Repubblica Dominicana nel 1960. Tre sorelle, Mate, Minerva e Patria Mirabal, furono brutalmente assassinate a causa del loro impegno contro la dittatura del generale Rafael Leonidas Trujillo. La data fu scelta quale Giornata internazionale contro la violenza alle donne, nel corso del primo “Encuentro Feminista de Latinoamérica y el Caribe”, realizzatosi a Bogotà nel luglio del 1981 e fu resa ufficiale nel 1999 dall’Onu con risoluzione n. 54/134 del 17 dicembre.
Per approfondimenti: www.donnedisabbia.com
Per informazioni: tel. 0542/605611

Adesioni
Cgil, Coordinamento donne Spi-Cgil territorio imolese, Trama di Terre/Centro Interculturale delle donne, Unione Donne in Italia, Uisp, Coordinamento Donne Pd Unione Territoriale di Imola, Circolo Fiorella, Auser Volontariato Imola; Associazione Camminando Insieme Castel San Pietro Terme, “Compagnia del buonumore” Auser Osteria Grande, La Cicoria, Arci, Amnesty International

CASTEL SAN PIETRO TERME
Un appuntamento speciale, quello in programma venerdì 25 novembre alle ore 21 al teatro Cassero, sul palco salirà suor Elisa Kidanè, poetessa e giornalista eritrea, da anni impegnata nella difesa dei diritti delle donne in Africa, annoverata tra i candidati dell’ultimo premio Nobel. La serata è organizzata dall’associazione castellana “Pace adesso – Peace now” nell’ottica del programma di lavoro “Istruzione+Lavoro=dignità”, che vuole dare una possibilità alle donne che hanno subito violenza di guerra. L’appuntamento ha il patrocinio dell’assessorato alle Pari opportunità di Castel San Pietro Terme e della Provincia di Bologna. Nella serata, intitolata “Luci di speranza”, interverranno Philomene Maelezo Ninamuzinzi, testimone delle violenze a Bukavu (Repubblica Democratica del Congo), Pierre Lokeka Heschima, presidente dell’associazione congolese Kitumaini, e Cristina Bignardi, referente di «Pace Adesso-Peace Now» in Africa e coordinatrice del progetto «Istruzione+lavoro=dignità». Saranno presenti anche il sindaco Sara Brunori e l’assessore Cristina Baldazzi.
“Anche quest’anno celebriamo la giornata contro la violenza sulle donne con un’iniziativa importante – spiega l’assessore Baldazzi -, è un onore ospitare suor Elisa Kidanè e siamo grati all’associazione ‘Peace Now’ che ci ha dato questa possibilità. In Italia la violenza contro le donne è in aumento, la condanna è pertanto un obbligo per noi e  quest’anno vogliamo  dialogare  con chi affronta ogni giorno una forma di violenza che è stata pianificata come arma di guerra: lo stupro etnico. Questa è una terribile realtà in alcuni stati africani e dobbiamo capire perché alcuni governi lasciano che queste forme di violenza, che non sono soltanto fisiche, ma anche psicologiche, avvengano quotidianamente nei loro territori. Non ci fermeremo a questo primo incontro, ma seguiranno altre iniziative per cercare di diffondere una cultura che contrasti questa tragedia”.
“La nostra associazione – afferma Piero Parenti, di Peace Now -, vuol fare quanto più possibile per aiutare queste donne: attualmente operiamo nella Repubblica democratica del Congo, dove vogliamo ampliare il progetto del centro di accoglienza Kitumaini, a Bukavu, nella regione del Sud Kivu. Al centro arrivano donne con i loro figli, bisognose di tutto: cure fisiche, sostegno psicologico, cibo e, non ultimo, un lavoro». Sabato 26 novembre, alle 20.45 nella sala oratorio della parrocchia di San Giorgio di Varignana, a Osteria Grande, suor Elisa Kidanè sarà ospite della «Festa della Pace”, per portare le sue testimonianze e le sue poesie, che saranno interpretate da Vincenzo Zacchiroli e intervallate dalle musiche del coro gospel di Castel San Pietro Terme.

MEDICINA
Venerdì 25 novembre, alle ore 20.30 presso la Sala del Suffragio si terrà lo spettacolo teatrale, a cura dell’associazione Tilt (Trasgressivo Imola laboratorio teatro), “La Tana”.
La data del 25 novembre, come giornata commemorativa contro la violenza sulle donne, fu scelta dall’Assemblea Generale dell’Onu in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
Interverranno l’assessore alle Pari opportunità Valeria Ventura, la pedagogista Teresa Enrica Messana e sarà presente l’associazione “La Cicoria”, che da anni assiste donne in difficoltà.