Imola. Peace Maker, collettivo Spazio sociale, Amnesty International Imola, con l’ospitalità della Fai imolese e del Tilt organizzano una due giorni a tema antimilitarista dal titolo: “Festa del disertore”. Sabato 26 novembre, ore 17.30, all’Archivio storico della Fai (ingresso dal parcheggio del Cup di via Caterina Sforza, Imola): “Vita antimilitarista di Augusto Masetti” con l’intervento di Roberto Zani. Alle ore 18.45: “L’università in guerra. Le connessioni tra mondo accademico, militare ed industria bellica” opuscolo informativo a cura di alcuni antimilitaristi di Trento. Ore 20.15: “Officina del macello” presentazione del fumetto-dossier di Gianluca Costantini sulla decimazione della Brigata Catanzaro, con Daniele Barbieri.
Si prosegue domenica 27 novembre al teatro Lolli (via Caterina Sforza 3, ingresso dal parcheggio del Cup dell'ospedale vecchio) con alle ore 17.30: “La guerra di Dio” monologo musicato sugli armamenti in Italia, con Giuliano Bugani; ore 18.30: “Laboratorio sull’obiezione di coscienza” con Raffaele Barbiero, Alon Forlì; ore 21.00: “Tomorrow’s land” proiezione del documentario sulla resistenza non violenta popolare nel villaggio palestinese di At-Tuwani, con i registi Nicola Zambelli e Andrea Paco Mariani, Smk Videofactory. Durante la giornata esposizione di opere di Gianluca Costantini, fumettista politico.
“In Italia il 4 novembre si è festeggiata l’esistenza delle Forze Armate nel 150° dell'unità nazionale si legge nel comunicato di presentazione dell’iniziativa -. Ci preme ricordare che proprio nelle Forze Armate tutti i Governi che si sono succeduti in 150 anni hanno continuato ad investire sempre maggiori risorse per mandare in guerra i loro uomini ad uccidere altri essere umani, privando al contempo di fondi altri servizi fondamentali quali l’istruzione e la sanità. L’Italia, che dovrebbe ripudiare la guerra, continua a partecipare a missioni di pace, in realtà vere e proprie azioni di guerra mosse da interessi economici, a ospitare ed ampliare sul proprio territorio basi militari e poligoni di tiro stranieri ed internazionali comprensivi di arsenali dotati di armi nucleari, a produrre ed investire in armamenti coinvolgendo attivamente la società civile (università, cooperative come la Cmc, aziende come la Cefla). Noi siamo per il ritiro immediato di tutti i militari dagli scenari di guerra, per la riconversione dell’industria bellica e dei terreni militarizzati in produzioni utili per l’ambiente e le persone, per l’abolizione delle servitù militari e delle forze armate”.