San Lazzaro di Savena (BO). Doppio appuntamento domenica 27 novembre in Mediateca (via Caselle 22) dedicato al150° dell’Unità d’Italia. Alle ore 16.30 la scuola di ballo del Centro sociale culturale “Annalena Tonelli” propone “Ricordando il 150°: intermezzo danzante sulle musiche della Traviata”.
Alle ore 17.30 Alessandro Castellari presenta il libro “Italiani! La Storia che ride” (Aliberti Editore) di Maurizio Garuti, che sarà presente all’iniziativa. L’attore Ivano Marescotti leggerà alcuni brani.
Sono sette gli irreverenti capitoli di Italiani! La storia che ride, l’ultimo libro di Maurizio Garuti, autore dei fortunati Parole come virus e La lingua neolatrina. “Orazione teatrale per il 150° dell’Unità d’Italia” è una sorta di conferenza intrisa di umori caustici sul sentimento nazionale degli italiani; “Se Garibaldi scende da cavallo” racconta invece l’avventura dell’eroe operando un originalissimo confronto con gli italiani di 150 anni dopo.  De “I contadini di Castel Guelfo” si dice che questi rappresentino l’altra faccia della grande Storia, mangiatori di terra «per disgrazia ricevuta». “Il giorno dei birichini (8 agosto 1848)” narra a sua volta l’insurrezione del popolo bolognese contro l’occupazione austriaca, mentre in “Quando Bologna aveva il porto” si inveisce contro i bolognesi che hanno sepolto sotto il catrame la loro gloria idraulica, dopo esser stati vincitori di una battaglia navale con Venezia. “Il lamento del porco” è un vero e proprio trattato satirico di storia dell’alimentazione, in particolare della “perdita di sacro” che ha investito il maiale nel passaggio dalla civiltà contadina a quella postindustriale; infine, “Il folle volo dello Sputnik” ci riporta agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando – si dice – il comunismo faceva ancora i “miracoli”.

Maurizio Garuti è narratore e autore teatrale. Vive e lavora a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Fra i suoi lavori, i romanzi Fantasmi di pianura e Rimessa in gioco. Alla sua vena satirica appartiene La lingua neolatrina (visite guidate ai luoghi comuni dell’italiano del terzo millennio). Come drammaturgo ha vinto il premio Riccione e il premio Idi. Scrive testi teatrali per Vito e Ivano Marescotti.