Ozzano Emilia (BO). Nelle colline a sud – est di Bologna, all'interno del Parco regionale dei Gessi bolognesi e dei Calanchi dell'Abbadessa, in comune di Ozzano Emilia in località Settefonti, si trova la Pieve di Pastino, uno dei più antichi monumenti e siti archeologici. Purtroppo oggi si trova oggi in uno stato di abbandono e degrado che ne lascia presagire un crollo imminente, con notevoli danni sia per la memoria storica e culturale della zona sia per il valore turistico che il Parco riveste per l'intera Emilia e Romagna. Per cercare di salvare l’antica Pieve è in atto una mobilitazione che fa riferimento ad un gruppo nato su Facebook (indirizzo: Salviamo la Pieve di Pastino) con all’interno persone di varia estrazione, ma tutte accomunate dal desiderio di fare qualcosa per salvare l’antico sito. La vicenda è anche arrivata in Consiglio regionale con una interrogazione alla Giunta presentata da Mauro Manfredini della Lega Nord, nella quale si chiede se sia vero lo stato di abbandono; come mai le autorità preposte non abbiano vigilato sufficientemente sullo stato di conservazione della Pieve; se si voglia intervenire come già fatto per analoghi punti di interesse ed evitare il possibile crollo.
Un’analoga interrogazione è stata presentata in consiglio comunale ad Ozzano Emilia da Domenico Arato, capogruppo della lista Pdl – Lega Nord. In aggiunta alle altre richieste Arato chiede di far sapere se nel Psc il complesso della Pieve di Pastino appare sottoposto a vincolo e/o tutela da parte della Sopraintendenza per i Beni culturali e paesaggistici e se risulta e corrisponda al vero che la proprietà sia attualmente “Alma Mater” (università di Bologna) e se questa ne abbia già deciso un bando per la vendita. Insomma la vicenda è aperta e ora si aspettano le risposte delle istituzioni.

La Pieve di Pastino
Attestata fin dal 1027 è sicuramente uno degli edifici più importanti da inserire nel circuito delle pieve del territorio bolognese. Intitolata a San Giovanni Battista, è oggi ridotta a pochi ruderi che si trovano poco lontani dal comune di Ozzano, verso Settefonti. L'antica pieve sorgeva in un punto estremamente panoramico, dal quale si domina la pianura. Il nome, secondo una leggenda, deriva da un precedente tempio pagano dedicato a Pan. Del nobile passato oggi rimane solo il semplice oratorio; nei muri del vicino edificio rurale cinquecentesco, costruito utilizzando materiali della vecchia pieve, sono inseriti blocchi di selenite ed elementi decorativi. L'inconfondibile profilo della vecchia torre campanaria emerge, dalla fitta boscaglia, sulla sommità del colle di Settefonti. Fa parte dei notevoli ruderi, restaurati a cura del Parco, della seicentesca parrocchia di S. Maria, situata al centro di un borgo medioevale fortificato, di cui restano tracce delle mura. Alla base del colle, all'inizio di Via Medali, è presente il piccolo cimitero storico e un'area attrezzata per la sosta.