Imola. Si conclude il ciclo di conferenze sui “Totalitarismi in Europa tra le due guerre mondiali”, organizzate dal Cidra (Centro imolese documentazione Resistenza e Storia contemporanea). Martedì 6 dicembre, ore 20.30, per l'ultima serata incontro con Francesco Privitera, docente di Storia dell'Europa orientale dell’Università di Bologna, che parlerà di “Falce e megafono. Propaganda, consenso e società nello stalinismo”. Gli anni ’30 videro il continuo rafforzamento della dittatura personale di Stalin, che servendosi della potentissima polizia segreta, eliminò tutti gli oppositori, tra i quali molti protagonisti della rivoluzione d'ottobre del 1917. Il clima di terrore che caratterizzò lo stalinismo contrasta con l'immagine pubblica che il dittatore volle dare di sé. Nei manifesti Stalin è al fianco di minatori e contadini sorridenti, felici di contribuire alla riuscita dei piani quinquennali. I bambini lo adorano e gli offrono fiori in segno di omaggio e riconoscenza per il bene.
Stalin riuscì sempre a trovare nel paese un vasto appoggio; se da un lato si è colpiti dalla spietata brutalità con cui venne annientato tutto uno uno strato dirigente del paese, dall'altro si finisce col restare impressionati anche dalla rapidità con cui si trovarono i dirigenti capaci di sostituire le innumerevoli vittime. Cardine della concezione di Stalin rimase sempre la sua visione del partito-Stato, un partito che si identifica con lo Stato, che ne costituisce il pilastro e che conserva le caratteristiche di un ordine militare-religioso: come tale esso funziona nella selezione dei suoi membri, nella sua gerarchia e persino nei suoi riti; è una concezione del partito fortemente aristocratica.