Bologna. L’Opera pia poveri vergognosi è una Asp (Azienda servizi alla persona) e la proprietà è del 98% del Comune di Bologna e il 2 % della Provincia.
Dottor Ceccardi, che cos’è e cosa fa l’Opera pia poveri vergognosi?
“Ci occupiamo dell’esclusione sociale in genere. In realtà questa società nacque nel 1495 come ‘Compagnia dè poveri vergognosi’ e assisteva i nobili caduti in miseria e poi la borghesia che in qualche modo l’aveva sostituita, ma che a volte andava in miseria e si vergognava della propria condizione. Nel 1891 la Legge Crispi trasforma questa società in apparato completamente laico. Attualmente ci occupiamo anche di anziani, abbiamo appartamenti protetti per anziani autosufficienti, Cnetri diurni, Rsa protette. Tutto questo raggruppato in un'unica struttura. Siamo specializzati nel sostegno di persone con l’Alzheimer, abbiamo strutture polivalenti. Inoltre abbiamo aziende che si occupano di servizi sociali e anche aziende agricole”.
Sta crescendo in modo esponenziale la nuova povertà, classe media e piccola borghesia stanno perdendo velocemente quel dignitoso livello di vita conquistato nel dopoguerra. Secondo lei questo sistema di crisi si arresterà o è destinato a crescere ancora?
“Tutti i dati che abbiamo in possesso ci dicono che non si fermerà. La parte rilevante si è affermata in questi anni. Ora si tratta di reazioni economiche ondivaghe. Io penso che dovremmo smettere di parlare di crisi ma di un nuovo assetto economico tutto da rivedere e definire. Si sta abbassando il livello di vita. Ci sarà un assestamento ma su un livello molto inferiore rispetto prima”.
La Regione Emilia Romagna, così come la città di Bologna, hanno storicamente una matrice politica di sinistra. Eppure anche Regione e Comune non sembrano riuscire a contenere la crescita di povertà. Manca forse un progetto sociale?
“Non manca un progetto sociale, come dicevo prima, ma esiste una composizione sociale diversa. A Bologna c’è un progetto sociale molto valido. Il problema è che mancano le risorse. Io sono convinto che il Pubblico propone e poi intervengono il Volontariato e i Privati”.
Le generazioni più vecchie sono in grande difficoltà nonostante abbiano lavorato una vita. Sta crescendo il fenomeno della vendita di immobili in “Nuda Proprietà”, fenomeno raro nel passato. Sta crescendo il fenomeno dei “Senza fissa dimora”. Sta crescendo il fenomeno della disoccupazione. Possibile che si tutto da attribuire a un solo soggetto politico nazionale e invece non ci siano anche responsabilità, anche lontane, di tutte le parti politiche?
“Un momento. Io le chiedo: quanti governi di centrosinistra ci sono stati negli ultimi sessanta anni? Quanto tempo hanno governato? Dieci anni. Gli altri cinquanta li ha governati la Democrazia Cristiana o il centrodestra. La colpa è da attribuire al centrodestra e alla cultura della Democrazia Cristiana. Il debito pubblico è sempre aumentato con il centrodestra. Quindi sono loro le responsabilità di questo declino sociale”.
Lo Stato Italiano ha speso negli ultimi dieci anni qualcosa come 250 miliardi di euro in spese militari. Oggi assistiamo a tagli su scuola, pensioni, sanità, ecc. Qual è la sua opinione in merito?
“Lo scontro è tra guerra sì guerra no. E’ uno scontro ideologico. Io sono per lo scontro pragmatico. Se pensiamo che non abbiamo i soldi per la benzina per la Polizia e chiediamo agli altri Stati di darci una mano, se pensiamo che facciamo ammazzare i nostri ragazzi in queste missioni. Non siamo e non possiamo sostenere queste guerre e queste spese, quando non abbiamo i soldi nemmeno per noi”.
Veniamo al progetto di Microcredito che avete messo in azione. Può spiegare il suo meccanismo e a chi è diretto?
“Offriamo una possibilità a persone con problemi, in accordo con Emilbanca, Auser e Opera Pia, cioè noi. I prestiti variano da mille a tremila euro, con tassi bassissimi, pressoché inesistenti, e vengono restituiti in tre anni. Con Emilbanca abbiamo istituito un ‘Fondo di garanzia’ perché può capitare che qualcuno non riesca a restituire il prestito, ma fino ad oggi, tutti hanno rispettato gli impegni. Abbiamo però altri servizi, per esempio con la Caritas di Bologna abbiamo il ‘Banco del fresco alimentare’, con oltre 50 volontari. Ci sono il Banco Alimentare e la Casa di Solidarietà. Le posso dare una notizia nuova: in questi giorni abbiamo deliberato l’aumento del ‘Fondo di garanzia’ a 200 mila euro, centomila del Comune di Bologna, cinquantamila noi come Oppv, e cinquantamila da Emilbanca”.
Sul tema casa, avete altri progetti simili al microcredito?
“Certo, offriamo appartamenti, su segnalazione del Comune di Bologna, a canoni bassissimi. L’inquilino può restare 18 mesi, il tempo di reinserirsi nella società e riprendere un minimo di solidità economica, in quanto noi rispondiamo all’emergenza sociale, poi dobbiamo dare risposte a tante persone, ecco perché ho parlato di diciotto mesi. Esiste una rotazione, poi troviamo altre soluzioni”.
Un ultima domanda. Forse l’ha già fatto, ma cosa vorrebbe chiedere alla classe politica, se avesse una sola cosa da chiedere?
“La politica deve essere meno ideologica e più concreta. La politica deve fare cose. Avere idee. La politica deve fare attenzione ai costi e andare verso la redistribuzione. Un parlamentare guadagna tantissimi soldi e non lavora. Io sono per la riforma della politica. Io pagherei un parlamentare a gettone. Una riforma che si può fare in fretta”. (Giuliano Bugani)