Ravenna. Alcuni genitori hanno segnalato e definito scandalosa la presenza di manifesti affissi in città che attraverso foto pubblicizzano un locale a luci rosse nei dintorni. Tali lamentele sono state recepite dall’assessora alle Politiche e Cultura di genere, Giovanna Piaia, che, sulla questione, ha coinvolto l’osservatorio “immagini amiche”, un organismo nato qualche tempo fa composto da donne di varia estrazione (scuola, polizia municipale, associazionismo, stampa e commissione per le pari opportunità etc.) per confrontare punti vista sull’uso di foto femminili e di bambini in ambito pubblicitario. Definendo i manifesti “indubbiamente qualificabili come irrispettosi della sfera etica della cittadinanza e della tutela dei bambini e adolescenti, nonché offensivi della dignità e immagine della donna”, in accordo con il sindaco Fabrizio Matteucci, la Piaia ha convenuto di procedere a una segnalazione all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) che, se lo riterrà opportuno, in coerenza alle norme del Codice, ne vieterà l’ulteriore diffusione. Il Codice di autodisciplina recita che “la comunicazione commerciale non deve contenere affermazioni e rappresentazione di violenza fisica o morale, tali che, secondo il gusto e la sensibilità dei consumatori debbano ritenersi indecenti, volgari o ripugnanti. Non deve offendere le convinzioni morali civili e religiose. Essa deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione”. (e.a.)