Imola. In tutte le piazze d'Italia l'11 dicembre le donne si incontreranno per dare dignità alla propria posizione. Dalle 10 alle 11 a Imola ci si incontrerà con la rappresentanza Cgil presso la sala delle stagioni (via Emilia 25) in un convegno preparato solo con mail e passaparola. Il comitati dell'associazione “Se non ora quando” in prima linea per i diritti delle donne, dedica a loro questa lettera. “Care donne che eravate in piazza con noi il 13 febbraio, a rivendicare dignità e rispetto, care tutte le altre, italiane per nascita o per scelta. Care donne che non hanno perso il coraggio, la voglia di esserci, il progetto di contare, la speranza di uscire da questi anni di fango. Care donne singolari e plurali, diverse l’una dall’altra, sorelle compagne amiche, figlie e madri, siamo di nuovo qui, tutte unite, perché tutte unite siamo una forza e con 'una forza' è ora che facciano i conti. Siamo quelle che il diritto di essere cittadine se lo guadagnano giorno per giorno sulle barricate della vita quotidiana. Non c’è da uscire solo da una crisi economica, ma da una crisi politica, una crisi istituzionale, una crisi morale, da una logica, un immaginario, un ordine. In questo passaggio difficile non possiamo tirarci indietro perché vogliamo restare in Europa e lavorare per un suo reale governo politico. Ma soprattutto non possiamo mancare per una politica che sia radicata alle necessità vere di donne e uomini. Democrazia vuol dire donne e uomini insieme al governo, capaci di far parlare le loro vite diverse, allo stesso modo dovranno essere democratiche le aziende, le banche, le istituzioni, le fondazioni, le università. Tutto. Adesso, una donna un voto. Quando chiederanno il nostro voto non lo daremo più né per simpatia, né per ideologia, ma solo su programmi concreti e sulla certezza dell’impegno di 50% di donne al Governo. Il 50% non è quota rosa, non serve a tutelare le donne, serve a contenere la presenza degli uomini, non è un fine, ma solo un mezzo per rendere il paese più equilibrato, più vero. I partiti indifferenti perderanno il nostro voto. E’ per un bene comune che stiamo lottando. Un paese senza la voce delle donne è un paese che va a finir male, verso una società triste e lenta, ingiusta, immobile, volgare e bugiarda. Bisogni e desideri delle donne possono già essere un buon programma di governo. E’ ora di cambiare, cittadine!”