Bologna. Una protesta contro i metodi del distributore sarà messa in scena il 12 dicembre dagli edicolanti dei quartieri Savena e Navile, (che comprendono le zone Mazzini, Murri, Toscana, San Ruffillo, Bolognina, Corticella, e parte di San Donato e San Vitale) e il 13 dicembre nel quartiere Borgo Panigale e nel Comune di Casalecchio di Reno.
Gli edicolanti, insieme al Sinagi provinciale, saranno ricevuti in delegazione dai presidenti dei rispettivi quartieri, e dal sindaco di Casalecchio di Reno, per illustrare loro, le ragioni della protesta, e gli sviluppi futuri di nuove iniziative, che certamente ci saranno.
“Per quanto riguarda il territorio imolese – precisa Franco Mingotti della Slc-Cgil di Imola / Sinagi – chiederà un incontro al sindaco Daniele Manca per spiegare quali sono le problematiche e convocherà un’altra assemblea nella quale verranno decise le iniziative di mobilitazione da organizzare sul territorio nelle prossime settimane”.
Ragioni della protesta “stanno nel drenaggio finanziario operato dal locale ‘Centro diffusione logistica’, attraverso conti deposito non dati, e a prodotti riciclati, che miracolosamente a novembre e dicembre ricompaiono, e fatti pagare in anticipo, e nella assoluta indisponibilità al dialogo del distributore locale- si legge nel comunicato della Sinagi -. Ormai le edicole, sono considerate solo un bancomat. In nessun settore esiste un imprenditore, un commerciante, trattato in questo modo dai propri fornitori, in tutti i settori, la rete di vendita è considerata fondamentale dall’intera filiera, qui no, alle edicole si pensa come a pecore da mungere e sacrificare fino alla loro chiusura, se non servono più allo scopo”.
Da qui la decisione di fare emergere questi disagi, attraverso prime iniziative visibili, a cui ne seguiranno altre di altro genere, quali lo slittamento del pagamento degli estratti conto, rese immediate di pubblicazioni in eccesso e pagamenti in parte con pubblicazioni invendute.
In ogni caso, proteste sindacali come queste, denotano l’esigenza seria, di mettersi attorno ad un tavolo e trovare soluzioni serie e condivise. Ad oggi, gli unici soggetti disponibili a questo tipo di confronto, sono i sindacati dei rivenditori. “Se gli altri soggetti della filiera non leggeranno con correttezza i segnali che emergono da queste proteste, se penseranno, come qualcuno pensa, che con la prevaricazione sui più deboli si risolva qualcosa, e soprattutto, se i gruppi dirigenti delle case editrici e delle distribuzioni nazionali, pensano che, ignorando come hanno fatto per mesi gli allarmi che gli arrivavano, in merito alle forti tensioni sulla piazza, basti di per sé a risolvere i problemi, allora forse qualcosa nel settore e nei rapporti al suo interno, va rivisto anche perchè qualcosa è sfuggito di mano, e la rete di vendita, non è più in condizioni di accettare soprusi, e forzosi e ingiustificati drenaggi di denaro”.