Riceviamo questa lettera aperta inviata dal circolo culturale autogestito “Peace Maker” al sindaco e all’assessore alla Cultura del Comune di Imola.

“Ci troviamo a scrivere questa lettera dopo sette anni di prese in giro. E’ solo un atto dovuto a noi stessi, un atto di coerenza verso un percorso lungo diciassette anni, nei quali, vale la pena ricordarlo ancora una volta, abbiamo sperimentato l'autogestione, condividendo pratiche ed ideali con le migliaia di persone che abbiamo incontrato sulla nostra strada. Siamo stati capaci di mantenere tutti gli impegni presi, abbiamo rispettato accordi e dimostrato, non che ce ne fosse bisogno, peraltro, di saperci autofinanziare ed autogestire anche nei momenti più duri, perfino sotto l'attacco, anche personale, di gruppi fascisti locali e nazionali, di sapere portare avanti senza sosta e senza mediazioni di genere proposte culturali; abbiamo dato tutto quello che potevamo per risvegliare dal torpore socialdemocratico questa città. Abbiamo mantenuto la parola, sempre. Peccato non poter dire la stessa cosa di questa amministrazione comunale (e per esteso, anche dell'amministrazione “sorella” di Borgo Tossignano) capace soltanto di disinteresse totale verso ciò che non è sotto il suo stretto controllo, di incontri-farsa per prendere tempo in attesa di vederci un giorno desistere ed abbandonare i nostri progetti.

Sono passati sette anni dalla notizia di non rinnovo del contratto di locazione dello stabile dove sorgeva il circolo culturale Peace Maker, anni durante i quali i sindaci che si sono succeduti (Massimo Marchignoli e Daniele Manca) hanno provato in tutte le maniere a lavarsene le mani e a passare la patata bollente all'assessore Valter Galavotti il quale, con un certo savoir faire e una buona dose di faccia tosta, ha preso tempo, ventilato improbabili proposte e alimentato false speranze, salvo poi dimostrare nei fatti l'assoluta inaffidabilità dell'istituzione che rappresenta.
Dopo aver fatto buon viso a cattivo gioco ed esserci mal sopportati vicendevolmente per tutto questo tempo, siamo veramente lieti di annunciare che vi solleviamo dall'incarico che voi stessi vi eravate affidati. Se siamo stati per quasi vent'anni quelli brutti, cattivi e antagonisti pur svolgendo, in mezzo a questo deserto, attività culturali e pensando in qualche maniera di rendere un servizio gratuito e popolare ad una città morta, allora rivendichiamo con orgoglio il nostro essere anche più brutti di come ci credete e infinitamente più cattivi di quel che pensate. Tenetevi i vostri centri sociali pieni di fascisti e tombole e crogiolatevi nelle dispendiose iniziative come 'Imola in musica' o il sofisticato 'Baccanale', per poi avere il baratro culturale per i restanti 360 giorni dell'anno. Questo modo di intendere la cultura, la società e la convivialità è affar vostro e non ci appartiene. Imola con il suo tipico modo di pensare piccolo-borghese è esattamente il prodotto di quello che avete creato. Dovendo scegliere, non abbiamo dubbi nell'essere antagonisti alle vostre istituzioni.

Non ci siamo mai aspettati grandi cose da chi ha scelto di governare nella maniera più conservatrice possibile, dove ciò che conta è mantenere il proprio posto sulla poltrona ed abbellire le strade del centro, fare tre eventi culturali maestosi all'anno per riscuotere un sicuro successo e non essere in grado di ascoltare proposte dal basso.
Sia chiaro che non è una lettera carica di retorica politica o di vittimismo fine a sé stesso; è piuttosto una maniera di prendere le distanze da tutto ciò che rappresentate e da tutto ciò che avete fatto in questa città.
Consideratevi liberi da ogni impegno verbale precedentemente preso con il Peace Maker, perchè noi ci sentiamo liberi di fare quello che riterremo opportuno ogni qualvolta lo riterremo opportuno.
In ogni caso, nessun rimorso”.