Ci voleva il governo Monti per rimettere assieme i sindacati. Cgil, Cisl e Uil, sciopereranno assieme per tre ore contro la manovra lunedì 12 dicembre 2011. Ad essi si è associata anche l’Ugl. I lavoratori dei servizi essenziali, dei trasporti e i dipendenti pubblici di Cgil, Cisl e Uil non sciopereranno il 12, ma nell'intera giornata di lunedì 19 dicembre. All'iniziativa si è associata anche l'Ugl. Il 12 sono previsti presidi davanti alle prefetture e davanti a Camera e Senato. Se non vi saranno modifiche alla manovra, sul tavolo c’è anche l’ipotesi di uno sciopero generale di 8 ore entro dicembre.
Sciopero di otto ore che invece viene mantenuto dalla Fiom. Al sindacato dei metalmeccanici non è andata giù la scelta della segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso,  di scioperare “solo” 3 ore nella giornata di lunedi 12 dicembre 2011, assieme a Cisl e Uil. Ancora una volta la categoria più rappresentativa della Cgil entra in rotta di collisione con le scelte della segreteria nazionale Cgil.
A Bologna le otto ore coinvolgeranno anche altre categorie: chimici, tessili, edili, agroalimentari, commercio e servizi privati. La manifestazione si terrà in Piazza Roosevelt alle ore 9.30.
Ecco le motivazione dello sciopero:

I no della Fiom
– al blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a 936 euro mensili lorde;
– all'abolizione dei trattamenti di anzianità, è stato superato il limite dei 40 anni di contributi: chi va in pensione prima dei 62 anni subirà una penalizzazione;
– all'aumento dell'età per la pensione di vecchiaia delle lavoratrici private: 62 anni nel 2012 fino ad arrivare ai 66 anni nel 2018;
– all'aumento delle tasse che impoveriscono i lavoratori e pensionati: Ici prima casa, Iva, addizionali Irpef regionali e comunali, accise sulla benzina.
– all’arroganza della Fiat che attacca la democrazia e le libertà sindacali escludendo dalle fabbriche il sindacato più rappresentativo.

Le proposte della Fiom
– l'introduzione di una tassa sulla ricchezza: se fosse applicata sui redditi di oltre 800.000 euro varrebbe 17 miliardi di euro;
– una lotta intransigente e severa sull'evasione fiscale e contributiva;
– tagli immediati ai costi della politica e alle remunerazioni di manager, dirigenti e parlamentari;
– l'introduzione di norme che incentivino il ricorso ai contratti a tempo indeterminato e disincentivino quelli precari;
– una politica di sostegno ai redditi da lavoro dipendente e pensione per far ripartire la crescita;
– ?la riforma e la valorizzazione del lavoro pubblico per garantire i servizi ai cittadini.