Imola. La crisi che ha colpito la cooperativa 3elle ha portato all’apertura della procedura di mobilità. In merito a tale scelta aziendale la Fillea-Cgil sottolinea che essa stessa e 6 delegati sindacali su 7 “non hanno firmato nessun accordo che prevede la messa in mobilità di 40 lavoratori, bensì il contrario”. Inoltre precisa che “i verbale sindacale sottoscritto in data 29 novembre 2011 (dopo averlo presentato all'assemblea dei lavoratori), firmato al 43° giorno sui 45 giorni previsti dalla legge per il percorso di consultazione sindacale che è seguito all'apertura formale della procedura di mobilità da parte della 3elle, prevede quale unico criterio per la messa in mobilità, la volontarietà del singolo lavoratore, fino ad un massimo di 40 dipendenti. Questo ha permesso sia di bloccare qualsiasi licenziamento unilaterale da parte dell'Azienda, sia di dare la possibilità ai lavoratori di poter valutare i requisiti di accesso alla pensione, oggi quanto mai importante alla luce delle imminenti modifiche. Alla luce della manovra attualmente in discussione questo accordo potrebbe rientrare tra quegli accordi di mobilità che potrebbero garantire l'accesso alla pensione con la vecchia normativa: un'eventualità per noi non secondaria”.
L'accordo sottoscritto, secondo la Fillea Cgil, “è uno strumento difensivo che permette ai dipendenti della 3elle già coinvolti dalla Cassa integrazione straordinaria per crisi, firmata anche da Filca-Cisl, di evitare l'imposizione del licenziamento. A questo punto ci chiediamo se per la Filca-Cisl sia più tutelante per i lavoratori consentire alle aziende di decidere chi e quando licenziare. Reputiamo legittime le diverse valutazioni espresse dalle singole organizzazioni sindacali, ma le omissioni della Filca-Cisl sul merito di questo verbale sindacale sono indice di malafede”.