Imola. Oltre duemila firme sono state raccolte dal “Comitato per il diritto alla salvaguardia della salute” per il mantenimento del servizio 118 notturno dell’ambulanza Imola 37. Per consegnare l’elenco dei firmatari è stato richiesto un incontro al presidente del Circondario imolese, Daniele Manca. Non si ferma, quindi, l’attività del comitato, anzi “abbiamo deciso di rilanciare con forza la nostra azione in difesa di un diritto fondamentale come quello alla salute, che è e deve rimanere, un bene pubblico”.
I rappresentanti del comitato hanno monitorato la situazione dal 5 dicembre, dalle 20 alle 8, a Medicina dove è stata sostituita l’ambulanza “Imola 37” del 118 ( categoria ILS: 1 autista soccorritore +1 infermiere) con un ambulanza della Croce rossa italiana (categoria BLS : autista e soccorritore volontari o stipendiati, al momento i volontari sarebbero il 20% ). “La lacuna causata dall’assenza del personale professionale infermieristico del 118 sta facendo sì che molto più spesso di prima debba essere chiamato anche il ‘soccorso avanzato’ denominato automedica, con medico e/o infermiere a bordo. Quindi paradossalmente, aver tolto personale professionale dalla strada, obbliga Altro personale ad intervenire in appoggio. Questa esperienza di sostituzione del servizio di 118 con la Cri viene intesa come sperimentazione che, se verrà giudicata positiva, verrà estesa a tutto il circondario (4 ambulanze in totale)”.
 A conferma di questa volontà politica di esternalizzazione “vi è anche il recente spostamento del materiale di emergenza 118 dall’ospedale di Imola alla sede della CRI, dove sosteranno anche le ambulanze 118 rimaste, ed il relativo personale; questo la dice lunga su quale sia l’obiettivo finale della ristrutturazione in corso”, sottolinea il comitato.
A preoccupare il comitato è anche la prossima privatizzazione della Croce rossa: “Un patrimonio economico e un grande ente che garantisce assistenza e servizi ai cittadini, il coordinamento e la forza di 150mila volontari, verranno cosi' assoggettati a logiche economiche inconciliabili con le ragioni sociali della Cri', afferma Rossana Dettori della Fp-Cgil. “Questo percorso porterà quindi, se mantenuto tale, alla inevitabile privatizzazione del servizio di emergenza dell’Ausl in tempi brevi!”, aggiunge il comitato.
Anche per questo sono stati annunciati una serie di eventi, da gennaio, “tesi a coinvolgere ed informare i cittadini, per discutere assieme a loro quali proposte fare e come cambiare questo piano aziandalistico che smantella la sanità pubblica del circondario partendo dai servizi di primo soccorso”.
All’interno del Consiglio comunale di Imola è stato avviato un percorso per istituire un tavolo di lavoro nel quale si entrerà nel merito della riforma dell’Ausl, al quale il Comitato chiederà di partecipare. “Riteniamo che le scelte riguardanti la salute dei cittadini debbano essere discusse all’interno dei tavoli della politica locale ma principalmente in assemblee con la cittadinanza; il livello assembleare e le proposte scaturite verranno poi portate al tavolo nel quale quindi il comitato si farà portavoce della volontà e necessità della gente”.
“Come primo passo abbiamo chiesto questo incontro a Manca, speriamo che la richiesta sia accolga. Proseguiremo poi con incontri assieme ai forum imolesi e con un tour del circondario per riunioni pubbliche sul tema del piano attuativo dell’Ausl, dove spiegheremo come cambierà in concreto il servizio. Ribadiamo che la nostra non è una crociata contro la Cri ed i suoi volontari che svolgono un lavoro importantissimo di supporto all’attività del 118, tuttavia non accettiamo l’esternalizzazione dei servizi come via più semplice per aggiustare i conti o placare il dissenso. Il modello Lombardia (più volte portato ad esempio in questi mesi) non ci piace e non lo vogliamo. L’esternalizzazione e la privatizzazione hanno già dimostrato in questi anni come, non solo non costino di meno, ma abbassino la qualità dei servizi per il cittadino”.