Imola. Si chiama “Attiva – Idee in movimento” ed è un nuovo movimento “civile e culturale”. La presentazione si è svolta sabato 17 all’Altro Caffè, nel parco dell’Osservanza, con una conferenza stampa che ha visto la presenza, accanto ai giornalisti, di diverse decine di persone, in parte firmatari del manifesto della neonata associazione, in parte curiosi.
“Attiva è un movimento civile e culturale a carattere circondariale che nasce nella società e intende proporre una cultura politica e democratica alternativa allo statalismo e al consociativismo, alla logica di scambio tra politica e interessi e alla logica corporativa dei territori e dei ‘campanili’ – Ha affermato nella presentazione Stefano Soglia, uno dei quaranta firmatari del Manifesto fondatico -. Ci sentiamo parte di una nuova realtà sociale che va sotto il nome di ‘cittadinanza attiva’ e di ‘partenariato civile’. Il nostro operare non potrà che fondarsi sui principi di legalità, etica pubblica e trasparenza, sulla passione civile messa al servizio della comunità, sul rispetto e il dialogo”.
“Una nuova cultura politica e democratica deve ripartire dalle persone, dal senso delle loro comunità e dalle loro relazioni. Deve stare in contatto con sentimenti ed  emozioni, con bisogni, difficoltà e contraddizioni, con sogni e desideri delle persone – ha aggiunto Elena Cenacchi -. Attiva vuole essere soggetto  autonomo dai partiti e dalle Istituzioni ma capace di dialogare con essi, soprattutto però saremo attenti alle idee e alle proposte del vasto mondo della associazioni con il quale intendiamo promuovere un intenso confronto. Le vecchie forme di partecipazione gestite dai partiti non reggono più, ma nello stesso tempo si negano nuovi processi partecipativi dal basso. Le nuove soggettività che si esprimono sotto forma di cittadinanza attiva o le nuove presenze sociali sono bollate come antipolitica, populismo o strumenti delle opposizioni. Questo è inaccettabile”.
Attiva sarà aperto a “tutte le persone che aderiranno ai contenuti del Manifesto fondativo, indipendentemente dalla loro identità religiosa, etnica, culturale e politica. Vogliamo essere di stimolo a innovare la cultura di governo mobilitando le migliori risorse e competenze delle nostre comunità. Cercheremo di promuovere l’elaborazione di un nuovo ‘modello democratico’ che sia centrato sulla partecipazione dal basso di tutti i soggetti sociali organizzati o informali al fine di identificare i contenuti e gli obiettivi del bene comune”.
Un movimento che nasce da una profonda critica al sistema dei partiti, alla loro forma organizzativa e, soprattutto, alla loro capacità di ascoltare le istanze che emergono dalla società. “Non è accettabile che un sindaco, ad esempio quello di Medicina, si rifiuti di incontrare una rappresentanza dei 700 cittadini che hanno manifestato preoccupati per la loro sanità – sottolinea Raffaello De Brasi -. Ciò significa che il sistema è malato e che non è più in grado di ascoltare e rappresentare i propri cittadini. Noi cercheremo di ridefinire un sistema di rapporti tra società e politica, tra società e propri amministratori”.
Lista civica sì, lista civica no. Ecco un altro degli argomenti sollevati durante la presentazione del movimento. “Gli obiettivi di Attiva sono altri dalla lista civica – afferma Raffaello De Brasi -. Non è un argomento all’ordine del giorno. Il nostro movimento vuole iniziare a discutere dei problemi della città. Il passato ci fa capire che dare uno sbocco istituzionale ai movimenti può significare la loro fine. Attiva vivrà anche dopo la primavera del 2013. Se l’obiettivo è quello di modificare il modo di discutere e affrontare i problemi della città, lo strumento non può essere la lista civica. Attenzione però, io non considero negative le liste civiche, soprattutto se sono vere espressioni della società e non una mascheratura delle forze politiche. Noi vogliamo entrare nella discussine, essere ritenuti interlocutori, partecipare ai tavoli, ma anche modificare i modi di discutere e di assumere le decisioni. Se non saremo ascoltati, il problema sarà delle forze politiche che continueranno a perdere consensi, noi cercheremo di farci sentire in tutti i modi possibili”.
Una chiusura all’ipotesi lista civica, ma che, di fronte ad una politica che non vuole, capire, “non esclude e non pone ostacoli se qualcuno che fa parte del movimento decide di dare vita a formazioni politiche e a candidarsi per le lezioni amministrative. Di certo non sarà Attiva a diventare lista civica”.
Tanta curiosità anche sui temi che Attiva metterà al centro della propria iniziativa: “Inizieremo a gennaio ad entrare nel merito delle questioni in discussione nel nostro circondario: dal Psc (Piani strutturali intercomunali) alla sanità; dai temi della scuola a quelli del lavoro e dell’ambiente. Vogliamo capire e fare capire, faremo proposte mettendo in campo professionalità e competenze di cui la nostra realtà è ricca, ma che spesso non viene utlizzata, anzi emarginata. Sfideremo la politica e i partiti su un nuovo livello di partecipazione e di decisione. Ma terremo anche un occhio attento ai grandi mutamenti e ai grandi temi che ci sono di fronte. Non trascureremo di avviare momenti di riflessione su tutte queste questioni”.