Bologna. Bocciati in consiglio regionale gli emendamenti presentati per ridurre la spesa politica. Il programma era stato realizzato dal Movimento a 5 stelle e verteva su 4 punti: il primo conteneva l’indicazione che l’assegno vitalizio sia riscosso solo a partire dai 67 anni di età. Il secondo imponeva il divieto di cumulare diversi assegni vitalizi, cosa oggi consentita, percepiti come ex parlamentare, ex europarlamentare e di altro consiglio regionale. Il terzo vietava il cumulo in caso si svolgano altre attività retribuite, per cui l’assegno resta sospeso fino alla cessazione di tale attività. Infine il quarto chiedeva un prelievo di solidarietà del 25% sui vitalizi erogati dall'Assemblea Legislativa da destinarsi al fondo regionale per la non autosufficienza, con destinazione esclusiva in favore delle persone con disabilità grave e l’abolizione della reversibilità. “Attacchi personali e zero argomentazioni” spiegano i rappresentanti grillini. “I Consiglieri si considerano cittadini di serie A e, da destra a sinistra, i privilegi i nostri colleghi se li vogliono tenere stretti. Tutti, Pd, Lega Nord, Pdl, Idv e Sinistra non hanno dato motivazioni. Per quale motivo i Consiglieri non dovrebbero fare come tutti gli altri italiani, ovvero andare in pensione a 67 come proponevamo? Perché devono avere il privilegio di andarci a 60? E poi perché dovrebbero poter cumulare i vitalizi ricevuti?L’unica obiezione mossaci era quella che non potessimo legiferare su vitalizi del parlamento o dell’europarlamento. Vero, ma noi chiediamo alla nostra regione di non erogare il vitalizio regionale se il consigliere ne percepisce già un altro. Niente di impossibile, anzi”.