Bologna. Cambia la gestione dei parchi e delle aree protette dell'Emilia-Romagna: vengono soppressi gli enti Parco in favore dell'istituzione di 5 macro-aree regionali: Emilia occidentale, Emilia centrale, Emilia orientale, Delta del Po, Romagna. L’Assemblea legislativa ha infatti approvato, con i voti favorevoli di Pd, Idv, Fds, Sel-Verdi, il progetto di legge sulla “Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000 e l’istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano”, nato dalla fusione del Parco regionale fluviale dello Stirone con la riserva naturale geologica del Piacenziano. Viene inoltre fissato il termine del 31 novembre 2012 per l’avvio di un percorso partecipato per l'individuazione del Parco fluviale del Secchia.

 

La riorganizzazione.

La nuova ripartizione intende rispondere all’esigenza di coordinare e ottimizzare la gestione di tutte le competenze, ora attribuite a diversi soggetti istituzionali, in un ente di grandi dimensioni e specializzato nella tutela del patrimonio naturale. Ai nuovi enti pubblici, ‘Enti gestori delle macro-aree per i parchi e la biodiversità’, partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni il cui territorio è anche solo parzialmente incluso nel perimetro di un parco e le Province il cui territorio è interessato da parchi, riserve o da siti della “Rete Natura 2000”.

Gli organi di governo dell’Ente di gestione saranno il presidente, le comunità del parco, cioè i comuni il cui territorio è interessato dal perimetro del parco, ed il comitato esecutivo, composto da rappresentanti individuati dalle comunità del Parco e dai presidenti delle Province o i loro assessori delegati il cui territorio è interessato da parchi regionali, riserve e siti della Rete Natura 2000.

Per quanto riguarda gli organismi propositivi e consultivi dell’ente di gestione si avranno la consulta del parco, organo rappresentativo delle categorie economiche, sociali, culturali e delle associazioni ambientaliste che svolgono stabilmente la loro attività nei territori ricompresi nella macro-area; e il comitato per la promozione della macro-area, a sua volta composto da un rappresentante della Regione e sei rappresentanti di diversi settori economici: finanza, agricoltura e silvicoltura, industria, agroalimentare, commercio e turismo.

Le funzioni della Regione previste dal provvedimento sono di indirizzo, controllo e coordinamento in relazione alle attività degli enti di gestione. La regione esercita anche le funzioni di Osservatorio regionale per la biodiversità, una nuova istituzione con il compito di formulare le proposte finalizzate alla conoscenza, alla tutela ed al monitoraggio del patrimonio naturale regionale emiliano-romagnolo.

 

Le cinque macro-aree.

La situazione attuale vede in attività 17 parchi (2 nazionali, 14 regionali, uno interregionale), 16 riserve naturali, 3 paesaggi naturali e seminaturali protetti, 33 aree di riequilibrio ecologico, a cui si aggiungono i 153 siti della Rete Natura 2000 che coincidono per circa il 50% con i territori delle aree protette. Un territorio complessivo di oltre 350.000 ettari, circa il 15% della superficie dell’Emilia-Romagna.

La nuova scelta gestionale si fonda su cinque macro-aree così suddivise:
“Emilia Occidentale”: 5 parchi regionali, 4 riserve naturali, 37 siti di Rete Natura, 3 Province (Pc, Pr, Re), 24 Comuni.
“Emilia Centrale”: 2 parchi regionali, 5 riserve naturali, 33 siti di Rete Natura, un paesaggio protetto, 3 Province (Pr, Re, Mo), 10 Comuni.
“Emilia Orientale”: una riserva naturale, 23 siti di Rete Natura, 2 Province (Mo, Bo), 12 Comuni.
“Delta del Po”: un parco regionale, 2 riserve naturali; 33 siti di Rete Natura; un paesaggio protetto, 3 Province (Fe, Ra, Bo), 9 Comuni.
“Romagna”: un parco regionale, 3 riserve naturali; 25 siti di Rete Natura, un paesaggio protetto, 4 Province (Bo, Fe, Ra, Rn), 6 Comuni.

 

Il Parco interregionale del Delta del Po e il “sistema Monte Sole”.

L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza anche due ordini del giorno. Il primo relativo al Parco interregionale del Delta del Po e il secondo sul “sistema Monte Sole”. Nel primo caso si richiede l'impegno della Giunta regionale ad aprire in tempi rapidi un tavolo di confronto con la Regione Veneto e con il Ministero dell’Ambiente per riavviare il percorso finalizzato all’istituzione del Parco interregionale del Delta del Po, e per concordare da subito politiche unitarie ed integrate tra i due sistemi regionali relative alle materie dei parchi. Per quanto riguarda il cosiddetto “sistema Monte Sole”, dove operano diverse realtà con scopi istituzionali quali il Parco storico di Monte Sole, il Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, La Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, l’Associazione dei familiari delle vittime degli Eccidi nazifascisti di Marzabotto, Grizzana e Monzuno 1944, si chiede alla Giunta regionale di creare un percorso legislativo che permetta di avere la necessaria autonomia di governo e finanziaria che consenta di sviluppare le azioni e le attività che le norme oggi in vigore assegnano alle diverse componenti e che dovranno trovare una sintesi nel corso dell’anno 2012.