Imola. Nei gironi scorsi Sergio Prati, presidente di Legacoop, aveva dichiarato che l’articolo 18 non era un tabù. Pronta la replica della Cgil: “Concordiamo con il presidente della Legacoop, Sergio Prati, che l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è un tabù. Infatti è una norma di civiltà. Essa non vieta i licenziamenti, ma difende dai licenziamenti ingiustificati. In questa differenza c'è la difesa contro la prepotenza. Si è fuori dal tempo se si difende il diritto di non essere licenziati per qualsiasi motivo? Crediamo che si sia fuori dal tempo se si pensa che per creare lavoro oggi occorra liberalizzare i licenziamenti, quando ogni giorno per ragioni legate a crisi aziendali la facoltà di licenziare è ampiamente praticata. C'è una netta differenza tra discutere del lavoro che cambia e mettere in discussione la sfera dei diritti su cui si basa uno Stato di diritto degno di questo nome. Dopo lo Statuto dei lavoratori consideriamo fuori dal tempo anche chi difende la Costituzione? Oppure è modernità cancellare i contratti nazionali di lavoro e scegliersi i sindacati in azienda come alcuni manager dal maglioncino blu sostengono? Al contrario riterremo di grande modernità, anche nel nostro territorio, confrontarsi su come diminuire la precarietà e costruire uno sviluppo sostenibile che possa difendere e dare un futuro dignitoso a tante persone: giovani, ma anche ultracinquantenni a cui hanno innalzato l'età pensionabile, ma sono considerati troppo vecchi per poter continuare a lavorare. Proprio nei momenti difficili, se si vuole essere coerenti con i valori cooperativi, bisognerebbe con ogni mezzo difendere e ampliare le tutele e non cancellarle”.