Imola. Tempi di auguri, tempo di analisi. Il tradizionale incontro di fine anno tra il mondo dei media e Legacoop (rappresentata dal suo presidente Sergio Prati, dal vice Domenico Olivieri, da Rita Linzarini e Davide Tronconi) è stata l’occasione per dare uno sguardo al nuovo anno. “Chiudiamo un 2011 con il mondo della cooperazione che ha retto l’urto della crisi meglio di altre imprese, ma ci apprestiamo ad un 2012 molto difficile. Se continuerà così, e non ci sono elementi che facciano pensare diversamente, anche il nostro mondo farà fatica a reggere”. E’ molto chiaro Sergio Prati e non nasconde le difficoltà  nel quale naviga il Paese. D’altra parte, occorre riconoscerlo, anche in tempi non sospetti ha sostenuto che la crisi doveva ancora fare sentire i suoi effetti peggiori. E tra i mondi che faticano a navigare quello delle cooperative sociali è in prima linea: “Da tempo sentiamo parlare di un nuovo welfare e tutti indicano le cooperative sociali come parte della soluzione del problema. Ma oggi queste imprese, che hanno scarsa patrimonializzazione, soffrono i ritardi di pagamento e il taglio di risorse che portano alla chiusura dei servizi. Perché esse possano essere parte della soluzione dei problemi del welfare, bisogna creare le condizioni perché continuino a vivere. Da sole non possono farcela”.
Legacoop non ha ricette, ma “deve esser chiaro a tutti che se c’è qualcuno che pensa di salvarsi sulla morte di altri si sbaglia di grosso. E’ tempo perché tutti remino nella stessa direzione. O si cerca di uscire dalla crisi tutti assieme, o saremo tutti a rischio”.
Ecco allora che sul welfare “occorre che ci inventiamo qualcosa di nuovo, chiudere i servizi è troppo semplice e alla lunga porterà disgregazione sociale. Quando tutti assieme si lavorò per il superamento dell’ospedale psichiatrico trovammo delle soluzioni che diedero risposte ai problemi, oggi dobbiamo tornare a muoverci in quel modo, con quella voglia di trovare soluzioni praticabili e condivise. Se le nostre cooperative sociali chiudono chi darà risposte a quelle persone che oggi vivono nelle comunità e a tutti coloro che tramite i nostri servizi trovano una soluzione ai loro problemi?”.
Sul lavoro, “non basta un Patto per lo sviluppo, che firmeremo, ma che è troppo analitico e articolato. Occorre dare gambe a nuovi progetti e a nuove idee nel concreto”. Su questo fronte Legacoop vuole anche inviare un messaggio di impegno e speranza: “Il 2012 sarà l’anno internazionale della cooperazione. Mi piacerebbe che in questo anno nascessero 12 nuove cooperative. In momenti difficili dobbiamo darci obiettivi ambiziosi, se ci lavoriamo da subito qualcosa può nascere, non dodici forse, ma comunque sarebbe un segnale importante”.
L’incontro è stato anche l’occasione per dare uno sguardo a livello nazionale: “La manovra che si sta votando in queste ore poteva essere più equa, ma in questa fase era importante invertire la tendenza, dare un segnale e portare a casa dei risultati. E’ ridicolo oggi l’atteggiamento di certe forze politiche che sono state al governo per anni senza fare niente e ora fanno le barricate cercando di rifarsi una verginità. E’ giusto approvare questa manovra, ora però serve più coraggio sulle liberalizzazioni, sulle misure per la crescita e il lavoro e contro l’evasione fiscale”. E a proposito di lavoro Prati non rinuncia a dire la sua sull’articolo 18. “Credo sia giusto guardare ai problemi del lavoro e della crescita nel loro complesso. In questo ambito non mi scandalizzo se si guarda anche all’articolo 18. Dobbiamo tutti renderci conto che il mondo non è più e non sarà più uguale a quello di ieri. Occorre studiare nuove opportunità e nuovi meccanismi”.
Opportunità e meccanismi che però non possono prescindere dalle persone: “A me preoccupa l’innalzamento dell’età pensionistica – rilancia Domenico Olivieri, vice presidente Legacoop, ma anche presidente Sacmi -. Rischiamo di avere aziende ‘vecchie’, poco dinamiche. Un mio direttore fa 90 voli all’anno, come potrebbe fare ciò una persona di 60 e oltre anni? E una questione fisica, biologica. Se vogliamo davvero cambiare questo paese servono idee e persone giovani e soprattutto competenza. Deve essere premiato il merito. Le aziende devono ringiovanirsi. Non voglio buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma credo in un giusto mix di esperienza e dinamicità”.
In conclusione “chiudiamo un anno importante dove abbiamo festeggiato il nostro centenario con tante iniziative, ci avviciniamo ad un 2012 altrettanto importante dove saranno tante le sfide che avremo davanti, non ultima quella di un percorso di unità che abbiamo avviato con le altre centrali cooperative e che ci porterà nel 2013 alla nascita di coordinamenti unitari a livello territoriale. Vorrei potere dire che abbiamo scollinato, ma non è così. Resta però un forte impegno perché si possa superare questa situazione di crisi e ricominciare a guardare avanti con rinnovata fiducia”.
(Valerio Zanotti)