Natale 2011. Natale di crisi. Da anni il potere d'acquisto delle famiglie si è ridotto, le difficoltà di arrivare al fine mese, ben prima delle ultime manovre. E’ una crisi ormai globale, che si fa sentire. Gli italiani però, preferiscono tirare la cinghia su regali e viaggi, senza rinunciare ai piaceri della tavola. Il Natale è sempre il Natale, come il Capodanno. Si torna a una tavola rigorosamente “made in italy”: 9 italiani su 10 hanno deciso di trascorrere le feste tra le mura domestiche con parenti e amici, cancellando i menù esterofili, con piatti “tricolore”. Questo quanto emerge da uno studio della Cia (Confederazione italiana agricoltori).
Sono feste autarchiche. Tortelli, cappelletti, lenticchie, bolliti, arrosti e zampone sono immancabili. Il vino, lo spumante e il prosecco italiano sono preminenti su champagne e vini esteri. Questo Natale di crisi rinsalda il legame tra cucina e tradizione. Ci aggrappiamo a ciò che ci dona sicurezza per ricominciare. In questi momenti anche il cibo aiuta.

La crisi porta anche alla moderazione e a una maggiore serietà, così finalmente archiviamo, spero, definitivamente quell'ostentazione dell'abbondanza che fa tanto cafona. Si torna al piacere di cucinare insieme, con tutta la famiglia, anche un solo piatto, magari legato alle nostre tradizioni, come le nostre paste ripiene che nascono dalla saggia inclinazione del recupero degli avanzi. Un sondaggio online condotto da Coldiretti rivela che “oltre la metà delle famiglie (54%), dove si cucinerà, dedicherà alla preparazione del menu della tavola di Natale un tempo superiore alle tre ore, ma in poco più di una su dieci (12%) si superano addirittura le otto ore”.
Stare insieme in convivio è un modo di comunicare affetto e amicizia, coincidente con il messaggio natalizio che è quello di partecipare alla vita. Il pesce è un po’ démodé, se si esclude la riviera che ha una tradizione consolidata. Resiste, ma se ne fa un uso moderato. Si rinuncia all’aragosta e al caviale. Sulle tavole natalizie quest'anno regnano piatti tradizionali, preparati con ingredienti naturali e meno costosi. Comunque in grado di dare sapore e gusto alle festività 2011.
La stessa ricerca sopra citata rivela che 7 chef stellati su 10 hanno dichiarato che “il menu sarà ispirato alla cucina tipica (73%), con i suoi sapori antichi ma rassicuranti e con ingredienti semplici e senza tempo”. Sempre secondo gli esperti, i prodotti nazionali, rivisitati per l'occasione, “trasmettono sicurezza (52%), danno l'idea di festa (44%) e, dato da non trascurare in un periodo di crisi come questo, costano di meno (38%)”. (Pierangelo Raffini)