Era il 1974 quando Alfa Romeo propose un nuovo concetto di vettura sportiva, che rispetto alle coupé classiche era in grado di offrire l’abitabilità di una berlina ed un bagagliaio degno di questo nome, il tutto caratterizzato da una linea decisamente fuori da ogni schema usuale… il suo nome era Alfetta GT, sigla all’epoca molto in auge per classificare il segmento delle Gran Turismo, vetture adatte a veloci trasferte con un comportamento stradale dinamico e confortevole al tempo stesso. A 37 anni di distanza Hyundai propone una sua personalissima interpretazione di vettura Gran Turismo che alle anzidette peculiarità aggiunge un’insospettabile economia d’esercizio. Vediamo quindi di scoprirla più da vicino…

L’originale scelta di dotare la vettura di un’unica porta lato guida e due porte lato passeggero crea di fatto un’asimmetria che riguarda anche l’andamento delle fiancate, con le relative superfici vetrate di diverse dimensioni. Una volta saliti a bordo si viene accolti da una piacevole sensazione di spazio e luminosità (la versione Sport in prova è dotata di serie del tetto panoramico in vetro, apribile elettricamente).Gli interni

E’ piuttosto facile trovare la posizione di guida desiderata, grazie alle innumerevoli regolazioni del sedile (tra cui quella del sostegno lombare ad azionamento elettrico) e del volante, sia in altezza che in profondità. La percezione immediatamente successiva è quella di un’ottima qualità costruttiva, chiaramente in relazione alla categoria ed al prezzo della vettura, e della completezza di dotazione della versione in prova, inclusiva di grande schermo a centro plancia con funzione touch per la regolazione dell’impianto multimediale (ottimo il suono e le possibilità di regolazione), il collegamento bluetooth, il sistema di navigazione e la visualizzazione dei parametri di climatizzazione. Anche la conformazione dei sedili ed il rivestimento in tessuto misto pelle non lascia spazio a critiche di sorta.
L’accesso ai due posti posteriori (separati da un ripiano con gli alloggiamenti per bibite e lattine) avviene piuttosto agevolmente, grazie all’anzidetta portiera “aggiunta” sul lato destro, e dopo una prima sensazione che il tetto spiovente incomba sulle teste degli occupanti si realizza che lo “spazio vitale” è garantito anche a chi viaggia nei dintorni di 1,85 metri.
Tornando al volante, sono apprezzabili le corrette dimensioni, la piacevolezza del rivestimento in pelle e la dotazione di comandi replicati, per gestire il sistema multimediale ed il bluetooth, così da offrire un sensibile contributo alla sicurezza.

Essendo la vettura dotata di proximity key, per l’avviamento del motore basta premere un grosso bottone al centro della consolle sopra al tunnel centrale. Il 1.6 GDi iniezione diretta da 140 hp si dimostra subito ben insonorizzato e per mettersi in movimento basta spostare su “D” (posizione Drive) il selettore del cambio DCT a doppia frizione, in questo non dissimile da un normale cambio automatico. Dopo pochi metri si manifesta però la curiosità di utilizzare le palette ai lati del volante per azionare il rapporto desiderato, così con lo spostamento della leva del cambio sulla destra l’evocazione di un’atmosfera racing è immediata. Il DCT si rivela piuttosto rapido nei cambi di marcia dimostrando una buona fluidità senza trasmettere alcuno strattone ai passeggeri, e l’accelerazione briosa, anche se un po’ mortificata dalla lunghezza dei rapporti (che per contro consentono di registrare un consumo medio effettivo di circa 13 km/l nell’uso misto città/extraurbano), avviene senza perturbare l’atmosfera di relax che Veloster offre ai propri passeggeri.
Nonostante lo sterzo risulti piuttosto diretto in marcia, un’estemporanea prova parcheggio permette di restare piacevolmente sorpresi anche dal contenuto raggio di svolta, che facilita l’inserimento anche in spazi angusti, con l’apprezzabile (ed irrinunciabile) contributo della telecamera la cui visualizzazione avviene sullo schermo del navigatore.

Per valutare le qualità dinamiche di una vettura su strade aperte al traffico, il tratto Serravalle Scrivia – Genova della A10 rappresenta tuttora un severo banco di prova per freni ed assetto, nonostante l’occhio vigile del tutor.
Il buon lavoro di squadra tra sterzo e sospensioni permette di avvertire distintamente cosa accade sotto alle ruote della GT coreana, senza che ciò si traduca in sollecitazioni fisiche a carico dei passeggeri. In particolare il buon livello di frenatura degli ammortizzatori consente di contenere efficacemente i fenomeni di rollio nelle curve più accentuate e beccheggio in frenata, risultando adeguato a filtrare anche le sollecitazioni provenienti dalle giunture dei viadotti.
Il motore, come già detto, essendo coadiuvato da rapporti del cambio piuttosto lunghi, si trova a lavorare a regimi quasi da diesel in corrispondenza del limite di velocità autostradale (a 2850 giri/min il tachimetro segna 130 km/h), contribuendo sostanzialmente al buon comfort acustico che beneficia anche di un basso rumore di rotolamento degli pneumatici.

L’ultimo tratto in discesa verso Genova ha permesso di apprezzare anche la buona modulabilità della frenata unita ad un consistente mantenimento della forza decelerante anche dopo ripetute pressioni sul pedale, senza quindi generare fenomeni di fading.
Insomma si viaggia in un’avvolgente condizione di comfort da vettura di ben altra categoria, trovandosi a macinare chilometri senza sforzo, giungendo così alla meta con un pizzico di delusione per la fine del bel gioco. In questo quadro d’eccellenza risulta pertanto ancor più stridente l’unica nota negativa di un quadro pressoché idilliaco: l’inspiegabile mancanza del cruise control, che in questi tempi di sanzioni salate è divenuto un accessorio di importanza fondamentale per liberare la mente (ed il piede destro) da ogni sorta di stress psicofisico.

Possiamo quindi plaudere all’arrivo di Veloster, degna esponente della categoria Gran Turismo nel settore delle vetture mid size e depositaria di un eccellente rapporto qualità-prezzo (Euro 28.840 la vettura in prova “full optional”) soprattutto in considerazione dell’esclusiva garanzia “Tripla 5” con chilometraggio illimitato (5 anni di Garanzia, Assistenza Stradale e Controlli Gratuiti), di cui l’intera, articolatissima gamma è depositaria.
Inoltre l’assoluta fiducia di Hyundai nella qualità dei propri mezzi permette al cliente di restituire entro un mese dall’acquisto la propria auto ed ottenere un rimborso al 100% dell’importo speso, grazie alla rivoluzionaria operazione “Impegno Hyundai”. (Stefano Ricevuti)