Spett. redazione,
“Votare la manovra del governo Monti è stata una delle sofferenze più grandi della mia vita. Per questo ho pensato che fosse l'ultimo mio atto da deputata”. Ha affermato Lucia Codurelli, 61 anni di Lecco, per 30 anni operaia e delegata sindacale Cgil e poi impegnata politicamente con i Ds. E' molto indignata perché “questa manovra si accanisce contro quella parte di società per cui ho sempre lottato, gli operai alla catena, le donne e chi ha iniziato a lavorare a 15 anni. Per tante persone si aggiungono fino a 6/7 anni di lavoro, senza dare in cambio nulla. Quello che mi ha dato più fastidio è stato il pronunciamento di Ichino (‘finalmente sono stati colpiti i privilegiati’). C'è troppa gente che parla senza conoscere i reali problemi, i privilegi, quelli veri, non sono stati toccati per niente”.
In questo periodo il gesto dell'ex operaia Lucia ha riaperto il dibattito tra la base del Pd, ha raccolto tanta solidarietà e incoraggiamento al ripensamento. Io sostengo con forza, nel merito, la difficoltà di Lucia ma nel contempo spero che ci sia un ripensamento e ritorni nel suo scranno di deputata per difendere e tutelare le istanze dei lavoratori e lavoratrici. La politica se vuole essere rappresentativa ha bisogno di deputati che provengano dal mondo reale e che hanno la capacità e la sensibilità, data dal vissuto, di conoscere, ascoltare, rappresentare i lavoratori e lavoratrici. Infine egregio prof. Monti anch'io sono in attesa della promessa Equità, nella prima fase il suo governo è stato deludente e per ben che ci vada non credo che recuperi nella seconda. Purtroppo io ero già scettico in partenza perchè, che sia chiaro, questo è un governo di tecnici che provengono in gran parte dal mondo che ha proprio creato i problemi più grossi e storicamente li ha sempre scaricati e fatti pagare a “scarpa grossa”. (Angelo Gentilini)