106 CV per 200 kg. di peso denunciano un ottimo rapporto peso/potenza, e il quattro cilindri di 800 cc. della Yamaha FAZER 8 dimostra fino in fondo questo assunto. I primi due commenti che vengono da fare, una volta saliti a bordo e presa un po’ di confidenza con il mezzo, sono che il “fazerotto” – quasi un diminutivo familiare – si guida da solo, e che è una moto nata per correre. Si guida da solo. Sì, tale è la sua maneggevolezza che sembrerebbe sufficiente guardare in una direzione perché la Yamaha, docile, ci vada, e basta guardare la manopola del gas per vedere schizzare all’insù il contagiri.

E con questo arriviamo anche alla seconda affermazione, quella che riguarda le attitudini borsaiole di questa moto. Effettivamente, a qualunque regime ci si trovi, la moto riprende istantaneamente e, quasi senza accorgercene se non per l’aumentata pressione aerodinamica, ci si ritrova ben oltre i limiti imposti dal codice, e il rumore del quattro cilindri si trasforma in un urlo, in fondo non è un ruggito aggressivo, ma un ronzio deciso, di ingranaggi che girano, veloci e precisi.

Una moto che corre deve avere un impianto frenante all’altezza, e il modello che abbiamo provato, dotato di ABS, ha sempre dimostrato una frenata ben modulata e controllabile, anche in un paio di occasioni dove, sui curvoni dell’autostrada Parma – La Spezia, a causa di improvvisi rallentamenti per gli eterni lavori in corso che affliggono la A 15, ci siamo trovati a doverci fermare di botto per evitare un “incontro ravvicinato” con il posteriore di un TIR che si trovava dove non avrebbe dovuto essere, sulla corsia di sorpasso. E questo equilibrio nella frenata è certamente anche dovuto alla corretta distribuzione del carico tra anteriore e posteriore.

Finora non abbiamo fatto che profonderci in complimenti nei confronti del Fazer, vediamo allora di fargli le pulci per trovarne anche i nei. Beh, “buchi neri” veri e propri non ce ne sono, eventualmente ci possono essere degli “sconsigli” per il tipo di uso che se ne intende fare: chi cerca una moto – per esempio – per fare soprattutto turismo a lungo raggio non è nel target giusto per il Fazer: a meno che non si muova da solo il passeggero (o la passeggera) deve accettare di stare appollaiato su un sellino che non è il massimo della comodità per fare – per esempio – una tirata di 4/500 km. Poi, certo, tutto si può fare, e l’uso del bauletto da 45 lt – del quale, peraltro, il mezzo che avevamo in uso era sprovvisto – facilita senz’altro le cose.

Ma la Yamaha non ha previsto, per esempio, tra gli accessori le borse laterali, il che la dice lunga anche sull’ipotesi di utilizzarne di quelle universali, si snaturerebbe lo spirito del Fazer. Con i bauletto già citato e la borsa da serbatoio a soffietto ci si può comunque mettere dentro il necessario per un “long week end”, ma periodi lunghi non ci sembra facile riuscire a farli. Poi, se si è soli come è capitato a noi, uno zaino in spalla consente un’autonomia di guardaroba sufficiente per periodi più lunghi e allora, potendo, il suggerimento per famiglia potrebbe essere di averne due, visto che anche “lei” potrebbe voler provare l’ebbrezza di questo quattro cilindri.

Per chiudere in bellezza – e dalle critiche torniamo ai complimenti – un’ultima chiosa su un’altra caratteristica positiva del Fazer: i consumi. Diciamo che a medie autostradali attorno ai 140/150 kmh abbiamo tenuto medie di 17/18 km/l, e in un tratto lungo, sul quale abbiamo viaggiato a velocità ben superiori, non siamo mai scesi al di sotto dei 14 km/l. Sia chiaro che questi valori sono stati ricavati senza accertamenti strumentali, ma riteniamo i nostro portafoglio, correlato con la distanza chilometrica percorsa, uno “strumento” sufficientemente attendibile.

Gente! Volete divertirvi un po’?!? il FAZER 8 fa per voi! Ipse dixit!

(Paolo Bastoni)

guarda le foto della gallery