Egr. direttore,
credo sia vero che non c’è limite al peggio! Ho conosciuto un ingegnere milanese ad una mensa di quelle “8 euro tutto compreso” e abbiamo parlato per una mezz’oretta. Un ragazzo in gamba, molto preparato nella sua materia, con un modo di esprimersi chiaro, sintetico e correttissimo: se i nostri politici si esprimessero come lui, sarebbe più facile capirli!
Sta lavorando per sei mesi con un contratto a termine: 1100 euro al mese, cinque euro al giorno di “buono mensa” e lui ne spende otto, 40 più 40 chilometri al giorno per andare e tornare dal lavoro a suo carico naturalmente! Aveva con se il computer portatile: “Ma come mai lei si porta il suo computer per andare a lavorare?”
– “Questa è una delle condizioni che ho dovuto accettare per avere il lavoro. L’agenzia interinale mi ha detto che la ditta non fornisce il computer perciò avrei dovuto procurarmelo e visto che deve far girare dei programmi abbastanza pesanti, avrebbe dovuto avere anche determinate caratteristiche. Devo portarmelo anche in mensa perché se lo lascio in ufficio, sparisce. Sarebbe un guaio con quello che mi è costato!”
Veramente non c’è limite al peggio: di questo passo, l’operaio metalmeccanico dovrà portarsi il tornio da casa… il difficile sarà portarlo in mensa per la pausa pranzo!
Ottimismo! Occorre ottimismo: ce lo dicono in molti… forse ce lo dicono in troppi! (Gian Franco Bonanni)