Imola. E’ nato da poche settimane, ma il movimento “Attiva” è già pienamente operativo. Al centro del sua intervento pubblico vi è il tema dell’immigrazione con un dibattito riacceso dopo che era stata avanzata la proposta di una sovrattassa sui permessi di soggiorno. Proposta sulla quale “Attiva”  è contraria: “Non si può fingere di dimenticare che una tassa sul permesso di soggiorno e sul suo rinnovo esiste già. E’ pura demagogia affermare che, visto le tasse che gli italiani dovranno pagare, è giusto che anche gli immigrati facciano la loro parte. Attiva, in coerenza con i contenuti del sul Manifesto fondativo, ritiene pertanto che sia giusto il pagamento della tassa attuale senza ulteriori sovrapprezzi che sarebbero assolutamente ingiusti”.
“Attiva “ critica in particolare le posizioni espresse dal centrodestra imolese sui temi dell’immigrazione, ritenendole “inaccettabili”, ma guarda anche ai “ritardi importanti nel centrosinistra” con la considerazione che “sarebbe utile e necessario che la politica nel suo complesso la smettesse di sfuggire dalle sue responsabilità e si impegnasse, al di fuori da ogni strumentalizzazione, assieme alle forze sociali, per trovare soluzioni ai tanti problemi che ci portiamo dietro da decenni e che lei spesso ha contribuito ad alimentare”.
Ritornando a tema specifica il movimento sottolinea che “qualsiasi osservatorio condivide il fatto che il fenomeno delle migrazioni è inarrestabile. I dati per l’Italia ci dicono che nel 2065 il 25% degli italiani sarà di origine straniera, e un terzo delle persone in età lavorativa avrà la stessa provenienza. A livello del circondario imolese (dato 2006) la presenza di stranieri si attesta sul 5,5% con punte oltre il 10% in alcuni Comuni. Non si può non fare i conti con questa realtà e non si può non fare i conti con la conseguente questione dell’integrazione. Da qui il fatto che sia giusto iniziare a riflettere su alcuni semplici principi, a cominciare dal diritto di essere cittadini italiani se in questo paese si nasce, e, di conseguenze, sugli aspetti pratici di questo assunto, come il diritto di voto. Accanto ai diritti è altrettanto giusto che chi vive in questo Paese e si considera italiano faccia suoi i doveri che tutto questo comporta”.
In conclusione “Attiva” ritiene che “chiunque viva in questo Paese oggi deve fare la sua parte, indigeno o immigrato, povero o ricco che sia. Ma è giusto che lo si faccia con equità. Ci aspettiamo che il centrodestra italiano, così pronto a chiedere agli immigrati uno sforzo, lo faccia con altrettanta intensità nei confronti di quella fetta di italiani che evadono le tasse. Quando vengono ‘tassati i risparmi e la prima abitazione dei nostri pensionati e lavoratori’ perché, piuttosto che lamentarsi dei  blitz a Cortina o in Liguria (certo di poco effetto se non accompagnati da politiche serie), non si afferma con altrettanta durezza, come ha fatto il Presidente del Consiglio, che chi evade ruba soldi dalle tasche dei cittadini onesti”.