Bologna. Con l’approvazione della legge su “Riorganizzazione delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000 e per l’istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano”, la Regione Emilia-Romagna ha individuato cinque macro-aree con esigenze di tutela e caratteristiche omogenee: Emilia Occidentale, Emilia Centrale, Emilia Orientale, Delta del Po, Romagna.
I base a questa riorganizzazione, il Parco dei Gessi bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa rientra nella macro area “Emilia Orientale”, assieme ai parchi del Corno alle Scale, dei Laghi di Suviana e Brasimone, dell’Abbazia di Monteveglio, del Parco Storico di Montesole, alla riserva naturale del Contrafforte Pliocenico e a 23 siti di rete Natura 2000.
La necessità di adeguare l’assetto giuridico-istituzionale degli strumenti di gestione dei Parchi è stata imposta dal precedente Governo con la legge 10 del 2011, la cosiddetta Legge Milleproroghe, che ha soppresso i Consorzi per la gestione degli Enti Parco.
L’idea delle macro-aree è nata dall’analisi delle criticità del modello di gestione fin qui utilizzato, come l’eccessiva frammentazione del territorio delle aree protette. Il nuovo modello intende sposare gli obiettivi di tutela del territorio attraverso politiche di area vasta, anche per la valorizzazione delle specificità, legate al turismo, alla cultura, all’agricoltura e ai prodotti tipici. Il sistema di area vasta consentirà inoltre di fare emergere le eccellenze e renderle patrimonio comune, migliorando lo scambio di esperienze, anche per velocizzare procedure e procedimenti amministrativi.
Ogni macro-area avrà un Ente di gestione dei parchi e della biodiversità, a cui partecipano i Comuni il cui territorio è incluso nel perimetro di un Parco, anche solo parzialmente, e le Province interessate da Parchi, Riserve o da Siti della “Rete Natura 2000”.
Gli organi di governo dell’Ente di gestione sono le Comunità del Parco, dove sono rappresentati i comuni il cui territorio è interessato dall’area protetta; il Comitato Esecutivo, dove siedono i rappresentanti individuati dalle comunità del Parco, oltre ai presidenti delle Province o loro assessori delegati, e il presidente. Organi propositivi e consultivi dell’ente sono le Consulte del Parco e il Comitato per la promozione della macro-area.
Per supportare la valorizzazione dei territori e lo sviluppo dei sistemi turistici e dei prodotti tipici, saranno resi obbligatori gli accordi agro-ambientali.
La riforma è entrata in vigore il 1° gennaio 2012, ma le competenze saranno trasferite con un processo graduale, nell’arco dei prossimi mesi. Ad oggi, essendo decadute le cariche in essere fino al 31 dicembre 2011, ogni delega è stata trasferita, fino al 30 giugno, al funzionario della Provincia Paola Altobelli, Dirigente del Servizio Pianificazione Paesistica.
Naturalmente avremo cura di aggiornarvi tempestivamente sul divenire della riorganizzazione. Fin d’ora possiamo dire che saranno ampliate le competenze gestionali in materia ambientale e che resta in funzione l’apparato tecnico-amministrativo con il personale dipendente. Con l’istituzione delle nuove macro-aree cambiano tutti gli aspetti giuridici, fiscali e tecnici ma ci impegniamo a garantire la più alta continuità amministrativa soprattutto per mantenere inalterati gli importanti progetti in essere.