Imola. “Territorio e legalità insieme contro le mafie” è il titolo di una iniziativa che si terrà giovedì 19 gennaio 2012, ore 20.30, nella sala “BCC Città & Cultura” (via Emilia 210) organizzata dal Comune – Servizio Partecipazione e Volontariato e dai Forum territoriali con la presenza di Libero Mancuso. Interverranno inoltre: coordinamento Forum imolesi; Scout Agesci Imola 2 – Clan Alisei; Daniele Borghi (referente regionale di Libera). Presiede Roberto Visani (vice sindaco e assessore alla Partecipazione del Comune di Imola).
“Anche in Emilia Romagna abbiamo il dovere di contrastare il crescente fenomeno mafioso e, più in generale, l’avanzare di tutte le mafie in una regione ricca e dal forte tessuto imprenditoriale. La situazione tratteggiata dalle Procure delle nostre principali città sulla presenza delle cosche ci mette infatti di fronte un quadro preoccupante e non c’è dubbio che per combattere un simile nemico è indispensabile conoscere e conoscerlo – si legge in ‘Mafie senza confini, noi senza paura’ contenuto nel dossier Emilia Romagna (a cura di Fondazione Libera Informazione -Osservatorio nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie). – La criminalità organizzata, anche quando si presenta in modo indiretto, attraverso una rete di connivenze che si adopera per penetrare in profondità nella nostra società regionale, con l’appoggio di ‘colletti bianchi’ del tutto insospettabili e di una sorta di ‘borghesia mafiosa’ dell’imprenditoria e delle professioni, va guardata in faccia e affrontata a viso aperto. Senza il timore che, ammettendo il pericolo, si possa minare la reputazione delle nostre città o della nostra regione”.
“La mafia teme la scuola più della giustizia”. Così scriveva Antonino Caponnetto, affermando l’idea che il fenomeno mafioso deve essere contrastato non soltanto sul lato giuridico militare, ma soprattutto sul piano culturale. La cultura del bello, dello stare assieme, della solidarietà, del bene comune contro l’ottuso oscurantismo rappresentato dalla “cultura mafiosa”, la cosiddetta mafiosità”.