Imola. Addio a “La Palazzina”. L’edificio di via Quaini 14, che per più di vent'anni ha ospitato il servizio Informagiovani e le attività audiovisive e cinematografiche, non può più essere utilizzato a partire da questo gennaio. La causa è legata a problemi di stabilità, da tempo monitorati e che oggi richiedono il trasferimento di tutte le attività presenti.
Con la chiusura dei locali finisce anche un'esperienza all'avanguardia e l'impressione è che all'orizzonte non vi sia un progetto altrettanto forte, nonostante le assicurazioni che arrivano da più parti.
Intanto è certo che “l’edificio verrà inserito nel piano delle alienazioni, per essere ceduto così com’è. Ad oggi l'area è destinata a parcheggio ma prevediamo, tramite la modifica degli strumenti urbanistici, la possibilità di utilizzarla per ospitare attività terziarie”, come spiega l’assessore al Progetto giovani e alla Pianificazione territoriale, Andrea Bondi.
In attesa che l’attività de “La Palazzina” venga accorpata ed integrata nell'unico centro giovanile di Cà Vaìna, tramite bando che l'amministrazione pubblicherà a breve, il servizio Informagiovani verrà trasferito fino al 30 giugno 2012 presso l'ufficio Attività culturali, al secondo piano di piazza Gramsci 21. Per consentire i lavori di trasloco e riallestimento, l’Informagiovani in questi giorni rimarrà chiuso al pubblico per riaprire nella sede provvisoria a partire da lunedì 16 gennaio.
Gli orari di apertura al pubblico rimarranno invariati: lunedì, mercoledì e sabato dalle 9.30 alle 13.30; martedì, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30. Come pure invariato sarà il numero di telefono (tel. 0542/26946).
“Tutte le attività che prevedono il coinvolgimento di giovani e già programmate fino a giugno, quali Artenati, Kaos Festival, laboratori audiovisivi per le scuole, produzioni  cinematografiche giovanili, corsi, laboratori e via dicendo verranno comunque continuate e verranno organizzate nel centro Cà Vaìna, con il quale è attiva da tempo una proficua collaborazione” conferma l’assessore Bondi.
Ma alla fine il problema non è tanto quello di garantire la realizzazione delle attività programmate, ma ripensare in maniera profonda e con la stessa fantasia di quando si pensò la Palazzina le politiche giovanili… e se il buon giorno si vede dal mattino le prospettive non sembrano buone. (v.z.)