Imola. In merito alla discussione sul contratto del personale dell’ospedale di Montecatone e al blocco delle trattative da parte della Cgil imolese e regionale, la Funzione pubblica – Cgil di Imola spiega le motivazioni della scelta. “Tutte le sigle sindacali avevano proposto una bozza contrattuale che recepisse in toto il contratto del pubblico impiego, come indicherebbe la delibera regionale, salvaguardando al contempo pure le condizioni di miglior favore acquisite in precedenza. Di fronte a tale richiesta, l'azienda ha presentato una sua proposta che, di fatto, apre la strada ad un contratto aziendale che ricomprendeva solo alcuni aspetti del contratto del pubblico impiego”. Da qui il blocco della trattativa chiedendo un incontro al tavolo regionale, svoltosi in data 10 gennaio, e “che di fatto ha riproposto la differente interpretazione tra sindacati, azienda e, in modo decisamente più preoccupante, anche la Regione. La verifica politica, che avverrà tra una decina di giorni, dovrà sciogliere questo nodo”. Il vero problema, per la Fp Cgil, “risiede non tanto nell'omogeneizzazione del trattamento economico dei dipendenti, che era stato ampiamente riconosciuto, ma nell'applicazione in toto del contratto del pubblico impiego, pur con valenza privatistica, che per la noi è il cardine di ogni futura trattativa”.
Un'ultima precisazione riguarda la questione della detassazione degli straordinari e del notturno, che la Fp-Cgil “ha sollevato ben più di un anno fa, da sola, visto le altre sigle sindacali, pur invitate a tenere una posizione comune, si sono defilate. La risposta dell'azienda è stata negativa, adducendo a spiegazione appunto la nuova natura ‘pubblica’ di Montecatone e, dunque, l'impossibilità di ricorre alla norma sulla detassazione per il motivo che la stessa si applica solo al settore privato. Come risulta evidente, questa ambiguità permane e viene utilizzata a seconda delle convenienze. Proprio per questo motivo deve essere chiarita la posizione giuridica e contrattuale di Montecatone, in modo che sia eliminata ogni sorta di contraddizione. Il riconoscimento del contratto del pubblico impiego risolverebbe ogni problematica. Senza che vi sia il pieno riconoscimento del contratto del pubblico impiego la Cgil è indisponibile a trattare, ovviamente sempre rimettendosi alle decisioni delle lavoratrici e dei lavoratori che decideranno, come hanno sempre avuto modo di decidere, in assemblea”.