Bologna. Sono oltre 61mila le presenze registrate nel corso del 2011 nei quattro musei nazionali e nelle tre zone archeologiche gestite dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna. Un dato che registra un + 11% rispetto alla media del decennio 2001-2010 ma che sfiora il +15% se confrontato con quello dell’anno precedente. Ancora meglio è andata sul piano degli incassi, +30% rispetto al 2010, complice l’aumento del costo del biglietto dei musei di Parma e Marzabotto. Era dal 2002 che non si registrava un’affluenza di pubblico così alta, con un minimo storico di 45 mila presenze annue nel 2005 dovuto alla riforma scolastica che, eliminando l’insegnamento della Storia antica nelle scuole medie, ha provocato il crollo dei visitatori di musei e zone archeologiche.

La performance più eclatante è quella del Museo nazionale e della città etrusca di Marzabotto (Bo) che con 11.624 visitatori quasi raddoppiano pubblico e introiti rispetto al 2010. Per il visitatore numero 12.000, atteso in questo 2012, è già pronto il premio di un pranzo o cena per due persone in un ristorante locale. Il Museo archeologico nazionale di Ferrara stabilisce un primato personale con quasi 15 mila visitatori. Ottimo anche il risultato del Museo archeologico nazionale di Parma che, con 16.296 visitatori, non solo raddoppia il dato registrato nell’annus horribilis 2005 ma si piazza al primo posto nella classifica dei musei più visitati della regione. Tengono bene l’Antiquarium e zona archeologica di Veleia (Pc), il Museo archeologico nazionale di Sarsina (Fc) e la villa romana di Russi (Ra), tutti e tre in linea con gli afflussi di pubblico degli ultimi anni e a saldo pressoché invariato. L’unico a dover registrare un dato negativo è l’impianto portuale tardo romano e bizantino di Classe, alla periferia di Ravenna, dovuto alla chiusura totale dell’area archeologica causa lavori. (l.b.)