Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta del Comitato “Acqua pubblica” di Imola indirizzata a Massimo Marchignoli, parlamentare del Pd.

Caro On. Massimo Marchignoli,
il comitato “Acqua pubblica” di Imola le chiede, in quanto parlamentare rappresentante del nostro territorio, di opporsi con tutte i mezzi a lei attribuiti, assieme a tutte/i le/i parlamentari del suo partito, allo scippo del risultato referendario sull’acqua pubblica del 12 e 13 giugno 2011 che il Governo Monti vorrebbe perpetrare.
Si tratta di uno scippo di democrazia, della sconfessione del nostro voto popolare e quindi un arrogante atto a danno della maggioranza assoluta del popolo italiano.
Il Consiglio dei Ministri in cui verrà licenziato il decreto sulle liberalizzazioni (compresa quella del settore idrico) è fissato per la mattinata di giovedì 19 gennaio, pertanto noi ci mobiliteremo seguendo le indicazioni della rete del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che peraltro ha richiesto un incontro urgente proprio a Mario Monti.
Non è accettabile che, con la scusa di risanare il debito, si possa  di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni, come da lei, on. Marchignoli.
Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
L'applicazione dei referendum è una tra le più importanti urgenze ed emergenze democratiche nel nostro paese, per questo chiediamo a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, a lei, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano, a partire dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che deve far rispettare la volontà popolare referendaria ad un Governo, quello Monti, da lui fortemente voluto.