Medicina. La storia di Alfredo Sambinello scorre di pari passo con quella di Legambiente ed ora che la lasciato la carica di presidente dopo vent’anni di attività, è difficile credere che il suo sia un addio. Era il 21 gennaio 1991 quando nacque il circolo, come logica conseguenza di un comitato sorto per contrastare l’ipotesi di un impianto di smaltimento di rifiuti tossico nocivi a medicina. “Allora ero il responsabile ambiente del Pci – racconta Alfredo Sambinello -. Io ero contrario a quell’impianto, ci fu una riunione infuocata nel direttivo del partito, alla fine i ¾ erano sulle mie posizioni. Decisi però di dimettermi e mi impegnai per fare nascere il comitato ambiente, trasversale, che raccolse oltre 5000 firme. L’impianto fu bloccato e pensammo di dare continuità all’attività iniziata con il comitato aderendo a Legambiente. Di quel gruppo gran parte delle persone sono ancora nell’associazione, altre sono scomparse, mi piace ricordare tra queste Aurora Brini, morta prematuramente e ambientalista da tempi non sospetti”.
In vent’anni di attività sono tante le tappe da ricordare…
“Una delle prime iniziative fu la ‘Festa dell’albero’, una iniziativa che si faceva molti anni fa a scuola, noi l’abbiamo ripristinata il 21 novembre, poi Legambiente l’ha fatta sua anche a livello nazionale. Quel giorno noi siamo in piazza per distribuire ai cittadini e alle aziende, in particolare quelle agricole, le piante offerte dal vivaio comunale. In 20 anni crediamo di averne distribuite centinaia di migliaia. Molte sono servite a ripristinare habitat naturali nelle nostre zone. Un modo per fare crescere la sensibilità tra i cittadini che ora, sempre di più, chiedono al Comune, piante autoctone, siepe, arbusti. Poi ricordo un altro tentativo, a metà degli anni novanta, di dare il permesso per un impianto di stoccaggio di rifiuti tossico – nocivi ad una azienda che secondo noi non aveva i requisiti per gestirlo. Il tutto all’insaputa dei cittadini. La nostra mobilitazione l’ha bloccato. Al suo posto è sorta un’azienda adatta all’economia del territorio. Così arriviamo a Romilia, un’altra tappa importantissima della nostra attività. Un progetto voluto dall’allora sindaco Nara Rebecchi, 300 ettari per farci uno stadio, un nuovo paese da mille abitazioni, una pista per prove d’auto, un centro commerciale, un parco giochi, saloni automobilistici, ecc. Fu subito chiaro che non c’erano i requisiti economici, così come non vi era compatibilità ambientale. Dobbiamo ringraziare la Provincia che si è opposta in maniera ferma facendo di fatto saltare il progetto”.
Più recentemente abbiamo visto Sambinello e Legambiente in prima fila nel comitato in difesa dell’acqua pubblica, ma soprattutto dare battaglia sulla questione degli impianti a biomasse, tanto da fare diventare il circolo di Medicina un punto di riferimento regionale.
“Voglio subito chiarire che noi non siamo contrari per principio alle biomasse, ma a quegli impianti che non hanno le caratteristiche tecniche e di gestione tali da renderli sicuri. Per fare un esempio l’impianto che recentemente ha presentato la Clai per Sasso Morelli ha tutti i crismi di qualità. Cosa che invece non aveva quello di Ganzanigo della ditta Cazzani. E anche qui abbiamo avuto ragione”.
E’ cambiata nel tempo la sensibilità ambientale da parte dei cittadini?
“Sul piano teorico c’è molta più sensibilità sia da parte dei cittadino che delle istituzioni, nei fatti però assistiamo ad un peggioramento della situazione territoriale. In agricoltura, perchè sono venute avanti pratiche non adatte ai prodotti agricoli tradizionali, come l’uso esasperato dell’irrigazione, lo spingere sulla quantità a discapito della qualità, il puntare su prodotti non idonei ai nostri territori. Tutto questo spiega in parte la mancata redditività agricola. Ora stiamo assistendo ad un ritorno al latifondismo: grossi agricoltori, poco personale, uso spinto di macchinari e di prodotti chimici, tutto a danno del territorio. In campo idrogeologico, con la scomparsa dei  fossi che portavano l’acqua agli scoli di bonifica, quando viene un forte temporale il rischio di esondazione si è moltiplicato, diventando un problema anche in pianura. Poi c’è il grande tema della cementificazione selvaggia”.
I Comuni la spiegano con il bisogno di risorse…
“In questi anni c’è stata una esasperazione dell’edificabilità, cresciuta di pari passo al bisogno di risorse economiche da parte degli enti locali. Ma in questo modo svendono il territorio ai privato e creano i presupposti per rendere meno sicure le città e disperdere l’acqua che non va più ad alimentare le falde ma finisce nelle fogne. Il fatto è che si costruisce anche senza che vi sia la domanda oppure si tende ad aumentare a dismisura gli abitanti, salvo poi non adeguare i servizi. Sarebbe ora di iniziare a guardare ai vani vuoti, alle ristrutturazioni, al recupero di aree dismesse. Che senso ha, ad esempio, la Fucina di cui si parla a Imola. Lasciando da parte i contenti e la filosofia, sui quali comunque non siamo d’accordo, che senso ha consumare ancora del territorio vergine, quando vi possono essere altre possibilità che guardano al recupero?”.
Sambinello parla di Imola non per invasione di territorio, perché oggi il circolo di Medicina si occupa anche del territorio imolese.
“Qualche anno fa il circolo di Imola ha vissuto un momento di crisi, per evitare di disperdere quel patrimonio di memoria e di storia ambientale, con i soci imolesi abbiamo deciso di mantenere il gruppo all’interno del circolo di Medicina, semmai impegnandoci per ricreare le condizioni per rifare un circolo autonomo”.
Stanchezza, voglia di fare altre esperienze, perché le dimissioni?
“Intanto credo che dopo tanto tempo sia giusto un ricambio. Così come il mondo politico, così anche a società civile ha bisogno di ringiovanire, ci vuole un ricambio di uomini e idee. Così dopo vent’anni e a 61 anni di età ho ritenuto fosse giunto il momento di passare la mano. A ciò aggiungiamo che attorno a Legambiente si era creato un clima che ti porta a chiederti: ma chi te lo fa fare?”.
Si spieghi meglio.
“La vicenda delle biomasse mi ha lasciato molte amarezze per il tipo di strumentalizzazione operata da parte delle istituzioni nei confronti dell’associazione e in particolare modo verso la mia persona, con il tentativo becero di fare passare false informazioni, accuse di falsificazione di firme, anche da parte di persone con le quali si era condiviso in passato un percorso politico”.
C’è chi l’accusa anche di un suo forte impegno nella nascita della lista civica a Medicina?
“Io ero il presidente di Legambiente, ma anche un libero cittadino con una idea politica di sinistra legata alla mia storia politica e sindacale. A un certo punto, insoddisfatto e tradito dell’ambiguità politica dl Pd, su ci contavo al momento della sua nascita, ho cercato assieme ad alcuni compagni di mettere assieme i cocci della sinistra, che ha questa vocazione alla frantumazione, per evitare il qualunquismo e la disaffezione e recuperare quella fetta di persone che non sarebbe andata a votare. La mia idea non ha fatto breccia più di tanto su coloro che rappresentavano i partiti tradizionali, mentre, con mia grande sorpresa, si sono avvicinati giovani disponibili a mettersi in gioco, delusi da queste forze politiche e volevano fare una lista civica per pungolare i partiti. Rifondazione si è spaccata, molti sono venuti con noi, il segretario di allora Lorenzo Grandi diede indicazione di volto per la lista ‘Medicina alternativa’. Abbiamo così raccolto persone che credono nell’unità della sinistra per portare avanti realmente i problemi dei cittadini, con un confronto democratico e trasparente. Cosa che dicono tutti, ma che nessuno poi pratica nei fatti. Fallita la mia idea di aggregazione e nata un’altra cosa, ho deciso di mettere a disposizione le mie idee, ma loro hanno poi camminato con le loro gambe ed io non ho incarichi. Colgo però l’occasione per chiarire il mio pensiero sulla lista civica. Noi siamo nati perché qualcuno ha detto che avrebbe fatto delle cose, ma poi non ha mantenuto gli impegni. Allora scopo della lista civica, a mio avviso, è di nascere e di sciogliersi nel momento in cui la sinistra fa quello che dice di voler fare. La lista civica si esaurisce per ‘raggiunto scopo sociale’. L’ho detto a tutti i segretari, anche a Castellari. Vorremmo che le questioni di carattere ambientale, ma anche sociale, si discutessero nelle sedi dovute, incontrandosi e parlando con chiarezza e trasparenza, o nei consigli comunali, non che ci sia il solito consigliere di maggioranza o assessore che ci vuole spiegare perché ha ragione lui”.
Però nessuno crede che Sambinello si ritiri a vita privata…
“Il fatto di non avere più la presidenza di Legambiente mi permette da ora in avanti di essere una ‘mina vagante’. Otra non possono più accusarmi di strumentalizzare la mia associazione. Sarò una ‘mina vagante’ rispetto ai problemi del territorio, non mi preoccuperà se dovrò essere presente ad una iniziativa. Insomma mi sento più libero di muovermi senza mettere in imbarazzo chicchessia”. (Valerio Zanotti)