Imola. Bilancio ambientale positivo per la centrale di cogenerazione. E’ quanto emerge dal lavoro del Rab (Consiglio consultivo della comunità locale) sulla verifica del funzionamento e delle emissioni dell’impianto di via Casalegno. Sul solco di quanto già fatto per i dati del 2010, in questi giorni è stato esaminato il report delle emissioni dell’impianto per l’anno 2011. La centrale è dotata di un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni al camino, accessibile in tempo reale dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che registra i dati 24 ore su 24. L’analisi mostra una concentrazioni di emissioni ampiamente inferiori ai limiti autorizzati: le polveri sono praticamente assenti mentre gli ossidi di azoto (NOx), il monossido di carbonio (CO) e l’ammoniaca (NH3) si sono mantenuti su valori rispettivamente circa pari al 50%,  al 20% e al 5% di quelli autorizzati.
Come già riscontrato per il 2010, le emissioni annue dell’impianto (che ha prodotto circa 114.000 MWh di energia termica e circa 350.000 MWh di energia elettrica, le circa 9200 ore di funzionamento complessivo dei turbogas) sono risultate inferiori a quelle registrate con la precedente centrale di cogenerazione Montericco e le caldaie di via Mazzanti, oggi entrambe utilizzate come soccorso della centrale e come integrazione (per le sole caldaie di Montericco) in alcuni momenti di picco della richiesta di calore sulla rete del teleriscaldamento.

Allo stato attuale, con la nuova centrale di cogenerazione che ha sostituito la vecchia centrale di Montericco ed ha permesso un ulteriore sviluppo del teleriscaldamento ad Imola, le emissioni sono pari a circa il 76% in meno di quelle che si avevano con la situazione precedente. Attualmente, inoltre, il report con i dati registrati dalle centraline di via Carpe e Piazza Romagna nel 2011 è in fase di redazione finale da parte di Arpa.
Il consumo dell’acqua industriale utilizzata nella torri di raffreddamento nel 2011 è stato di 299.000 mc, mantenendosi sotto al limite massimo autorizzato di 300.000 mc. Anche nel periodo estivo il consumo di acqua di 135.046 è stato al di sotto del limite autorizzato, pari a 141.000 mc.
Il consumo annuo di acqua decresce all’aumentare dell’energia erogata alla rete di teleriscaldamento. La stagnazione del mercato immobiliare ha generato una forte riduzione dei nuovi allacciamenti, riducendo così lo sviluppo del servizio rispetto alle previsioni di ampliamento legate alle nuove urbanizzazioni, mentre le riconversioni sono state in linea con le previsioni.
Dal 2008 al 2011 la nuova potenza termica complessiva allacciata al teleriscaldamento nella città di Imola è stata infatti pari a circa 29,5 MW (equivalente a circa 2950 appartamenti), per il 75% riconducibile a conversioni di utenze condominiali esistenti precedentemente alimentate a gas o gasolio. L’attività di conversione svolta sulla base della convenzione con il Comune di Imola, ha portato all’erogazione di circa 2.000.000 di Euro di sconti sull’allacciamento che hanno incentivato fortemente la riconversione delle utenze a gasolio presenti sul percorso della rete di teleriscaldamento. “ E’ importante – sottolinea il presidente del Rab –  che Hera continui questo percorso, per eliminare il maggior numero possibile di caldaie domestiche inquinanti, fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione dalla convenzione”.
Le analisi mensili dell’acqua della torre di raffreddamento evidenziano che i parametri dell’acqua in entrata ed in uscita sono conformi ai limiti prescritti per lo scarico in corpi idrici quali fiumi, laghi ecc. All’acqua, infatti, non viene aggiunta alcuna sostanza chimica; si tratta quindi di acqua di rete che viene emessa sotto forma di vapore acqueo, che, indipendentemente dalla sua visibilità, accentuata nelle giornate fredde e umide, fuoriesce dalla torre posta sulla Via Della Cooperazione, durante il funzionamento dell’impianto in maniera costante.
“Nel 2011 le emissioni della centrale sono risultate costantemente inferiori ai valori autorizzati – commenta Massimo Cavina, presidente del Rab -. L’impegno dei cittadini e il percorso svolto per arrivare ad un progetto migliore hanno fatto sì che l’impianto della città sia tecnologicamente avanzato e abbia un impatto ambientale positivo rispetto alla situazione precedente. C’è poi un tema che periodicamente è oggetto di qualche preoccupazione da parte dei cittadini, quello del vapore che esce dalle torri di raffreddamento. La sua presenza è visibile in particolar modo nelle giornate fredde con bassa pressione: dalle analisi mensili effettuate sull’acqua che evapora nella torre, verificate annualmente da Arpa, così come tutti gli altri controlli prescritti dall’Aia, possiamo confermare che ciò che si vede uscire è esclusivamente vapore acqueo e niente altro.”.

Stanno proseguendo i progetti promossi dal Rab, insieme a Comune, Arpa e Asl, per costruire un quadro completo della qualità dell’aria nel nostro territorio, che prenda in considerazione la maggior parte delle fonti di emissioni presenti, e dell’impatto che l’inquinamento ambientale ha sulla salute delle persone. Allo stato attuale, l’Arpa sta terminando la mappatura delle diverse fonti di emissioni, analizzando i dati del traffico, quelli delle centraline di monitoraggio collocate a Imola, i consumi di gas, le autorizzazioni ambientali rilasciate alle diverse attività industriali presenti nella città. Tra l’altro, l’Arpa sta lavorando anche sulle analisi ed elaborazioni in merito alle emissioni provocate dalla combustione della legna.
“Entro febbraio/marzo – anticipa Cavina – dovremmo avere il quadro definitivo e i risultati delle prime prove di simulazione attendibili, che poi condivideremo con i cittadini attraverso un incontro pubblico. Ricordo comunque che le riunioni del rab sono aperte a tutti e le date pubblicate sul nostro sito www.rabimola.it”.

Per quanto riguarda il progetto Asl, che si occupa di ricercare correlazioni tra l’inquinamento dell’aria e le patologie dei cittadini, sono proseguiti gli incontri con i medici di base ed è stata messa a punto la scheda di rilevazione. La compilazione da parte del medico alla presenza del paziente si è rivelata una procedura piuttosto lunga che ha portato a scegliere  la modalità dell’autocompilazione da parte del paziente per una parte dei dati richiesti. Allo stato attuale i medici coinvolti sono 11 e le schede distribuite circa 600.