Imola. “I Sindaci hanno il dovere di coinvolgere i cittadini e di ascoltarli quando prendono decisioni vitali per il bene comune per i prossimi 15 anni e i cittadini hanno il diritto di esprimere un giudizio informato su queste scelte e di proporre soluzioni per il futuro delle città e dei territori nei quali vivono”. Inizia così il comunicato del movimento “Attiva” che solleva problemi di metodo e contenuti rispetto al Piano strutturale circondariale. “ Sollecitiamo perciò il presidente del Nuovo Circondario imolese, Daniele Manca, ad attuare la volontà della Legge sulla partecipazione, soprattutto perché il Psc1 che si conosce, in quanto è pubblicato sul sito del Circondario, sta cambiando in profondità, tanto che si può parlare di un Psc2. Facciamo solo un esempio molto importante: l’indice di perequazione, concetto difficile per indicare l’equità che ci deve essere tra i vantaggi del privato e le opportunità del pubblico, definirà la dimensione e la qualità della ‘città pubblica’ articolata nelle dotazioni territoriali in termini di servizi pubblici, verde, attrezzature ecologiche, infrastrutture della mobilità. Questo indice fondamentale è diminuito in modo consistente nel passaggio tra Psc1 e Psc2 ed è minore di quello di diverse Città della regione tra cui Reggio Emilia”.
Attiva chiede quindi un coinvolgimento non solo delle associazioni economiche, ma anche di quelle sociali e di quelle che si sono costituite per la tutela degli interessi diffusi dei cittadini. “Una partecipazione che non è solo consultazione ma che assume il carattere della concertazione tra i Comuni e la cittadinanza attiva, organizzata in associazioni e comitati, sulle scelte strategiche e gli obiettivi della pianificazione urbanistica e territoriale”.
Più partecipazione, ma anche più trasparenza: “Il Circondario dovrebbe inviare a casa di tutte le famiglie una sintesi politica e tecnica chiara e comprensibile delle scelte del Psc con accanto la motivazione trasparente che li ha spinti a farle. La legge prevede che i Comuni decidano chi sia il responsabile del procedimento per l’accesso agli atti del Psc e chi sia il Garante del processo partecipativo. Invitiamo perciò i sindaci a rendere noto i nomi dei responsabili”.
Ad oggi il Piano strutturale è conosciuto solo in parte e solo dalle associazioni economiche e sindacali e dall’Aite (Associazione imolese dei tecnici edili), almeno per quanto riguarda gli indirizzi di fondo e le Norme tecniche attuative. “A questo proposito invitiamo tutti i professionisti del territorio ad informare i cittadini sulle scelte che verranno fatte con il Psc2 in modo che il processo informativo non coinvolga solo i proprietari dei terreni o le aziende di costruzione”.
Attiva chiede un coinvolgimento delle associazioni di volontariato, di promozione sociale, ambientaliste, culturali, dei consumatori e sportive e di informare al più presto i cittadini del circondario sul Psc2 con un supporto cartaceo e telematico”.
Infine Attiva sottolinea che i dati del Quadro conoscitivo posto alla base della pianificazione urbanistica e territoriale risalgono al 2006. “Siccome i fabbisogni e le previsioni dello sviluppo residenziale ed economico del Psc sono definiti sulla base di questi dati del 2006 si può affermare che essi non siano fondati in quanto non tengono conto della grave crisi di oggi, degli anni di recessione dei prossimi anni e non tengono conto del residuo dei Prg ancora da edificare, né dell’invenduto.Questo processo partecipativo doveva avvenire prima. Almeno si ponga ora rimedio a questa disattenzione prima dell’adozione del Psc2 e i sindaci si prendano tutto il tempo necessario per costruire questa partecipazione.  Per ora il processo partecipativo è frettoloso, incerto e parziale, poco trasparente e poco informato”.