Imola. Una chirurgia all’avanguardia che insegna ai chirurghi di tutta Italia. Da anni ormai la struttura imolese, diretta dal dott. Stefano Artuso, è all'avanguardia per la correzione chirurgica del laparocele, un’ernia della parete addominale provocata dal cedimento dei punti di sutura a seguito di un intervento chirurgico. Una situazione relativamente frequente, che a seconda del tipo di intervento, capita a 5-20 persone su 100. Si stima che ogni anno vengono eseguiti circa 300.000 interventi per laparocele in Europa e 400.000 negli Usa.
In particolare, il Dott. Paolo A. Riccio, dopo aver partecipato a diversi corsi di aggiornamento in Italia e all’estero, si è dedicato alla tecnica laparoscopica.  “Il laparocele è causa di dolore, può essere estremamente invalidante e portare a complicanze chirurgiche urgenti anche gravi, come l’occlusione intestinale – spiega il dott. Riccio -. Gli interventi di laparocele con tecnica laparoscopica permettono di riparare il difetto della parete addominale effettuando solo 3 piccoli fori nell’addome da cui si introduce una rete che contiene l’ernia. Con questa tecnica si ottengono risultati sicuramente efficaci, il dolore per il paziente è minimo, il ricovero in ospedale breve e il recupero delle normali attività quotidiane molto veloce”.
La Chirurgia di Imola è un centro Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani) di riferimento regionale per l'addestramento dei chirurghi italiani interessati a questa patologia. “Ad Imola i laparoceli vengono operati in laparoscopia fin dal 2005 – spiega il dott. Stefano Artuso, direttore della Uoc di Chirurgia -. La nostra Unità operativa vanta un’esperienza di oltre 200 pazienti operati: una delle casistiche più numerose a livello nazionale. Per questo dal 2009 siamo divenuti un centro di aggiornamento professionale per chirurghi provenienti da tutta Italia e da allora ogni anno organizziamo 2 corsi di chirurgia laparoscopica dei laparoceli. Si tratta di 2 giornate formative, (le prossime previste il 9 e 10 febbraio), a cui partecipano chirurghi provenienti da tutto il paese. Nel corso della prima giornata si affronta la parte teorica di esposizione, confronto e discussione, mentre in seconda giornata i partecipanti assistono e partecipano attivamente agli interventi in sala operatoria. Il fatto di essere un centro di formazione riconosciuto dalla principale associazione italiana di chirurgia è chiaramente una responsabilità ed un vanto della nostra Unità operativa”.