Bologna. Secondo uno studio intrapreso dalla Cna riferito alle aziende della zona, l'introduzione della nuova imposta dell'Imu potrebbe creare problemi a molte imprese, con aumenti fino a 5000 euro della tassazione. La Cna incontrerà domani 27 gennaio 2012 il comune di Bologna per chiedere un’applicazione equa dell’imposta e salvaguardare la stessa vita di molte imprese. Così l'applicazione di questa legge si prevede come una stangata pesantissima per le imprese bolognesi. “Molte imprese – commenta Massimo Ferrante, Segretario Cna Bologna – già oggi sono in pesante sofferenza a causa della crisi dei mercati e della contrazione dei consumi. Quale addizionale il Comune di Bologna applicherà sull’Imu base decisa dalla Manovra Monti, corre il rischio di essere la differenza tra la sopravvivenza e la chiusura dell’impresa”. In base ai dati elaborati da Cna, se il Comune di applica l’aliquota massima, un’azienda meccanica pagherebbe per il suo capannone 10.000 euro di Imu all’anno, in pratica l’81% (5.000 euro) in più di quanto pagava nel 2011 con l’Ici. Un laboratorio di falegnameria pagherebbe l’81,7% in più (da 1.320 a 2.404 euro). “A coloro che nei sindacati dei lavoratori – prosegue Ferrante – continuano ad insistere sul fatto che il gettito Imu debba essere caricato sulle attività produttive, rispondiamo che così si rischia solo di innestare altre crisi aziendali e nuova disoccupazione. Comprendiamo il momento drammatico che sta vivendo il Paese, ma crediamo che serva la capacità di guardare oltre gli interessi di parte, in un’ottica di equità complessiva e di sostenibilità per famiglie e imprese. Quindi chiediamo di suddividere lo sforzo. Siamo fermamente contrari – prosegue poi Ferrante – all’ipotesi dell’ennesimo aumento della Tarsu, quest’anno ipotizzato del 2%. Chiediamo da tempo che sulla gestione dei rifiuti si costruisca una coerente politica che premi le aziende che hanno comportamenti virtuosi e sostengono costi diretti per lo smaltimento dei rifiuti”. (Elvis Angioli)