Imola. Solidarietà alle popolazioni della Val Susa e al movimento “No Tav” da parte del comitato “Acqua Pubblica”, che, in sintonia con il “Forum italiano dei movimenti dell'acqua”, “è vicino ai protagonisti negli anni di una lotta dal basso, documentata e consapevole, in difesa del territorio e dei beni comuni e molto attivi anche nella campagna referendaria contro la privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni”.
Il comitato imolese ritiene che gli arresti dei giorni scorsi “rappresentino un monito a tutte le vertenze aperte nel nostro paese e che sia una mossa per screditare tutto il movimento ‘No Tav’, e i movimenti in generale, mostrandoli agli occhi dell'opinione pubblica come un manipolo di violenti. Sappiamo che la mobilitazione in Val Susa è qualcosa di ben diverso. Sappiamo che partecipazione, democrazia dal basso, difesa del territorio non possono essere arrestate”.  
Il territorio “è un bene comune, il suo consumo senza buon senso è un danno per tutti, e per le generazioni future in particolare, quanto sia fondamentale il trasporto persone e ancor più merci su rotaia (invece del monopolio della gomma) ce lo dimostrano ulteriormente i problemi di questi giorni, per cui prima di progettare opere faraoniche per realizzare nuove linee, il ‘No Tav’ (e ogni persona culturalmente e ambientalmente equilibrata e corretta) chiede che le linee già esistenti vengano dotate della tecnologia più moderna esistente (oggi così non è) in modo tale da poter enormemente aumentare i flussi di convogli gestibili. Se poi si arrivasse un giorno che quei binari non saranno più sufficienti, penso che tutti (ragionevolmente) auspicheremmo la realizzaizone di nuovi binari, ma solo quel giorno. E l'Europa farebbe bene non solo ad ordinarci di garantire il libero flusso delle merci, ma dovrebbe cogliere l'occasione per ricordarci che spostare delle merci su rotaia sarebbe già di per se una garanzia e quanto siamo arretrati rispetto alla media europea in termini di % di merci che viaggiano su rotaia (86% contro il 73%)”.