Imola – Medicina. Legambiente ha cambiato timoniere e lo ha fatto al femminile. Dopo vent’anni Alfredo Sambinello, presidente fin dalla nascita del circolo di Medicina, a fine 2011 si è dimesso e al suo posto è stata eletta Anna Giulia Olivieri, per tutti Giulia. Impiegata all’Avis regionale, da sempre impegnata nel mondo del volontariato, il rapporto di Giulia con Legambiente è di lunga durata. Anche lei, come il suo predecessore, è nell’associazione fin dalla sua nascita. Pur abitando oggi a Bologna, la sua famiglia è di origine medicinese. La sua è una storia di passione con le tematiche ambientali. Risalgono infatti a trent’anni fa i suoi primi passi nel gruppo Ambiente del Pci “pur non essendo iscritta”, poi, appena nata Legambiente a livello nazionale, entra nella segreteria regionale come tesoriere, oltre che attivista. Quando nasce il circo a Medicina è una dei primi scritti. Parallelamente score l’impegno politico nella commissione provinciale Ambiente del Prc
“Sull’onda di una battaglia contro un inceneritore che doveva sorgere nel comune di Medicina, nacque un comitato ambiente che riuscì a bloccare la decisione – racconta Giulia -. Molti di colore che avevano aderito decisero che era giunto il momento di dare le gambe a un qualcosa di più stabile che tenesse gli occhi puntati sui temi ambientali. Nacque così il circolo Legambiente di Medicina”.
E ora dopo vent’anni, lo stesso circolo la vede assumere il ruolo più importante…
“Abbiamo preso atto delle decisione di Alfredo e nella discussione è venuta avanti il mio nome. Ho accettato per dare continuità ad una lavoro ultraventennale, ma oltre che portare avanti il circolo sull’onda della gestione precedente, sarà mio compito lavorare per un ricambio dirigenziale nel minor tempo possibile. Quello del presidente è un ruolo nel quale non mi ci ritrovo a pieno, però tengo molto all’associazione, all’immagine che ci siamo creati. Quindi la mia elezione va anche vista nell’ottica di non disperdere questo patrimonio”.
Cosa rappresenta oggi Legambiente a Medicina?
“Certamente un punto di riferimento per tanta gente. Noi non ci inventiamo i problemi, li affrontiamo perché è la gente che li solleva e ci chiede di farlo. Non a caso aumentiamo gli iscritti. L’ultima vicenda sull’impianto a biomassa di Ganzanigo insegna. Non siamo contro per principio a questi impianti, anzi. Però è necessario che rispettino certi criteri e soprattutto che non siano invasivi per la popolazione. Occorre essere coerenti con questi principi, noi lo siamo, diversamente sindaco che anziché prendere la parte dei cittadini ha difeso l’imprenditore negando ciò che tutti avvertivano, una gran puzza. Fino a che non è arrivata in paese e allora la vicenda è esplosa. Spero di non interrompere questa trend di crescita, le condizioni ci sono tutte perchè i problemi sono tanti e niente è mai scontato, come la vicenda dell’acqua e del referendum dimostrano. C’è chi non vuole prendere atto della decisione del popolo. E poi continua il consumo non giustificato di suolo e il vandalismo sul territorio. Non dobbiamo abbassare la guardia”.
In generale che momento sta vivendo l’associazionismo?
“Ritengo che siamo di fronte ad un momento storico. La gente ha voglia di cambiamento, e per questo vuole contare e si impegna. Lo dimostrano i referendum, ma anche la nascita di tante liste civiche. L’associazionismo non può perdere questo tram e noi dimostriamo che su tante questioni può essere punto di riferimento”.
Restando sui temi ambientali, è cambiata la sensibilità tra le persone?  
“L’impegno, anche su piccole cose, paga. E credo che in effetti al gente sia più sensibile a certi temi. Lo si nota da scelte come quelle dei supermercati di introdurre la distribuzione di detersivo sfuso, oppure un angolo per i prodotti locali. E ancora lo sviluppo dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) o del consumo a chilometri zero. Tanti ‘piccoli’ particolari ma che dimostrano come una certa mentalità stia nascendo. Quando facciamo le nostre iniziative, come ad esempio ‘Disimballiamoci’ proponiamo dei questionari e dalle risposte si capisce che stanno cambiando i modi di consumare e di comportarsi. E’ un’evoluzione lenta, le vecchie mentalità fanno fatica a morire. E’ importante in questo senso l’educazione ambientale che facciamo nelle scuole che trasmette una sensibilità più ambientalista non solo ai bambini e ai ragazzi, ma anche ai genitori. Non sempre però quando c’è una battaglia su temi locali, essa si traduce in maggiore attenzione ai temi ambientali, finita l’emergenza tutto torna come prima. Questo è un problema da affrontare”.
Una delle accuse che spesso vi hanno fatto è quella di confondervi con la politica?
“Diamo per scontato che tra associazioni, partiti e movimenti serve separazione. Dopo di che il nostro mondo non può arrivare dappertutto. Se nei consigli comunali non hai interlocutori è difficile intervenire. La realtà oggi è che il flusso tra politica ed associazioni funziona solo in una direzione, non c’è spazio nei momenti decisionali per le nostre opinioni. Serviamo solo quando c’è da avallare scelte già decise. Anche per questo noi abbiamo scelte di stare fuori dalle Consulte. Più in generale posso dire che a vari livelli c’è poca attenzione ai problemi dei cittadini”.
Se guardi avanti, quali sono i problemi più urgenti?
“Sta continuando un consumo del suolo ingiustificato. Non si vuole capire che il territorio non è un affare privato, ma un bene comune da tutelare. La nascita dei Psc (Piano strutturale comunale associato) mi convinceva per la filosofia che vi era dietro: una programmazione di lungo periodo e su territorio vasto, una programmazione che partiva dalla necessità di abitazioni in base ai numeri. Non vorrei che ciò fosse tradito già nei Psc, ma poi con i Poc (Piano operativo comunale). Sul tema delle energie vale lo stesso ragionamento: occorre partire dalla situazione attuale, poi vedere cosa manca, come farlo e dove, rilanciando con forza il tema del risparmio. E potrei continuare parlando della mobilità. Diciamo al verità oggi girare senz’auto è un bel casino, e questo ha portato a ciò che tutti noi sappiamo in termini di inquinamento e traffico. Allora vogliamo o no affrontare seriamente questo tema e vedere quali soluzioni sono possibili per avere una mobilità alternativa, ma efficiente?”.
E all’interno dell’associazione?
“Stiamo cercando di responsabilizzare alcuni iscritti di altri comuni che fanno riferimento al nostro circolo (Imola, San Lazzaro, Castenaso, Budrio, Castel San Pietro Terme, Ozzano) in moda da riuscire ad avere la stessa capacità di intervento che c’è su Medicina”.
Da punto di vista dei metodi cosa puoi dare all’associazione?
“Spero che questo ricambio faccia anche capire che il nostro è un mondo variegato con tante sensibilità. Io sono una persona meno irruente, ma questo non significa arrendevole. Se nel confronto i rapporti saranno corretti e si lascia spazio al dialogo io non mi tirerò di certo indietro”. (Valerio Zanotti)