Si conferma la regola del grande freddo a cadenza trentennale: febbraio 2012 come nel ’29, ’56 e ’85.
Da ormai due giorni nevica ininterrottamente sull’Emilia Romagna a causa dell’ondata di gelo siberiano che già in passato ha fatto battere i denti all’Europa. Un abbassamento repentino, seppur largamente preannunciato, delle temperature (nei prossimi giorni infatti si arriverà a toccare anche i -14°C), viabilità stradale, ferroviaria ed aerea in tilt da 48 ore, black out elettrici, campagne isolate, emergenze sanitarie e le immancabili polemiche del giorno dopo. Ma adesso quello che preoccupa maggiormente è il pericolo ghiaccio.
L’ondata di freddo record, che sta mettendo a dura prova i sistemi organizzativi di mezza Europa, sta avanzando rapidamente, così come avanza inesorabile e spietato il Burian siberiano, vento gelido proveniente dalla steppa russa, che già in passato ha caratterizzato le tre storiche ondate di freddo del XX secolo: quella del 1929, del 1956 e del 1985. Queste tre annate, in cui freddo e neve si sono impadroniti del territorio europeo, si sono rivelate inconsuete, non tanto per l’intensità e la copiosità delle precipitazioni, piuttosto per la vastità dei territori interessati e per la durata dei fenomeni che hanno causato inevitabili disagi nelle città. Neanche il nostro territorio fu risparmiato: infatti da Piacenza a Rimini la neve cadde incessantemente per oltre 72 ore, in alcune zone la temperatura raggiunse i -20°C ed il paesaggio, decorato da uno strato di 70 – 80 cm di neve, appariva candido e decisamente surreale.
Oggi, così come allora, l’anticiclone russo sta per invadere il sud Italia ed inaspettatamente anche le coste settentrionali del nord Africa con nevicate che potrebbero interessare addirittura Marocco e Algeria. Questo per delineare la portata storica dell’attuale condizione metereologica, che può iscriversi a buon diritto nella lista delle stagioni più rigide degli ultimi due secoli.
Oltre che sul territorio, questa ondata di freddo anomalo sta avendo preoccupanti ripercussioni anche dal punto di vista economico: se alcuni giorni fa gli scioperi e le proteste degli autotrasportatori italiani aveva messo, volontariamente, in crisi i supermercati, ora il maltempo sta causando enormi ritardi nelle consegne di beni alimentari di prima necessità in tutta Italia. E non solo gli scaffali dei supermercati sono deserti, ma anche le pompe di benzina potrebbero ritrovarsi in poco tempo del tutto prive di carburante, mettendo così in crisi l’intera nazione. L’arrivo del Burian potrebbe perciò causare più disagi del previsto, in quanto comprometterebbe il regolare svolgimento delle attività quotidiane in una società che, mai come oggi, è dipendente da fattori non presenti in natura, come la corrente elettrica e la benzina, che non sono in grado di opporle resistenza.
Neve e gelo, spread e default, catastrofi naturali e crisi economica in questi giorni viaggiano a braccetto, si aggirano minacciose all’interno delle case degli italiani; speriamo che il furioso Burian siberiano e le violente tormente di neve che si porta dietro, spazzino via i problemi che da mesi affliggono l’Italia, abbassando non solo le temperature ma anche il termometro incandescente dello spread. (Ottavia Quartieri)