Faenza. “Il Credito Cooperativo ravennate e imolese: dalla Banchina alla Banca del Territorio” è il titolo del volume scritto da Filippo Lo Piccolo e voluto dalla Fondazione “Giovanni Dalle Fabbriche”. Si tratta del lavoro finale del corso di “Storia della Cooperazione”, inserito all’interno del Master universitario in “Economia della Cooperazione” attivato presso la facoltà di Economia dell’Università di Bologna.
Nella ricerca, stampata a cura di Carta Bianca editore di Faenza, vengono ripercorsi alcuni momenti fondamentali della cooperazione di credito nei nostri territori, unitamente a diversi passaggi sulla costituzione di alcune delle Casse Rurali che poi hanno formato l’odierno Credito Cooperativo ravennate e imolese.
Vi ritroviamo le persone che possiamo considerare i padri dell’odierna cooperazione di credito, come Giovanni dalle Fabbriche, e le storie che hanno segnato la vita di un paese, come la nascita della Cassa Rurale a Sassoleone, sulle colline imolesi.
Si raccontano le vicende dell’impegno e della fatica che tanti uomini hanno dedicato alla costruzione della cooperativa di credito che oggi, come una nuova fiaccola olimpica, passa a coloro che dovranno affrontare le sfide della globalizzazione, della moneta unica, dei mercati mondiali, tenendo salda la rotta della mutualità e della solidarietà.
Nella sua presentazione la prof.ssa Vera Zamagni, Docente di Storia economica e di Storia della cooperazione presso la Università di Bologna, scrive: “In questi tempi in cui si parla delle banche come di colossi che fanno il bello e il cattivo tempo nella nostra economia globalizzata, fare la storia di una ‘banchina’ come il Credito Cooperativo ravennate e imolese può sembrare un curioso quanto inutile passatempo. Ma man mano che si legge il saggio di Lo Piccolo, cresce l’entusiasmo. Come mai? Perché la storia di questa ‘banchina’ è la storia di territori fortunati dove le persone sanno prendere il destino nelle loro mani. Coloro che vivono in questi territori non attendono nell’ignavia e nella rassegnazione che qualcuno decida ciò che è bene sopra le loro teste, ma si mobilitano con sintonia di intenti per dotare i loro territori di quelle infrastrutture economiche senza le quali non si può restare al passo con il progresso. Ma non è questo l’unico insegnamento che si trae dalla storia qui raccontata… Ben illustrato nel saggio è anche il legame che si stabilisce tra la banca cooperativa e il suo territorio. E’ questo legame che fa la ‘differenza’ delle Bcc ed è questo legame che le Bcc devono continuare a valorizzare. Se la banca cooperativa cercherà di mantenere ed aggiornare la sua identità, potrà diventare sempre più competitiva, man mano che la gente imparerà quanto speculative sono diventate le altre banche e si affiderà con maggiore fiducia ad una ‘vera’ banca del territorio, pronta ad investire per farlo crescere e a diventare partner nelle nuove iniziative imprenditoriali e nelle nuove esigenze delle famiglie”.
Il libro può essere richiesto alla Fondazione Dalle Fabbriche – info@fondazionedallefabbriche.coop – tel. 0546/690212, oppure scaricato gratuitamente in formato e-book dal sito http://www.homelessbook.it.