A più di una settimana di distanza dalla prima ingente nevicata che si è abbattuta sull’Italia e che ha causato enormi disagi alla popolazione, mettendo in evidenza soprattutto l’inefficienza dei sistemi organizzativi regionali, ora si iniziano a contare i danni subiti sia dall’ambiente che dalle aziende. Le 36 ore di tregua del maltempo sono ormai finite e già da questa sera una nuova tempesta di neve che dovrebbe protrarsi per tutto il fine settimana, con picchi di gelo e di massima allerta tra il tardo pomeriggio di domani e sabato sera, colpirà l’Emilia Romagna e la pianura Padana dove sono previsti tra i 30 e i 60 cm di neve. Intanto in molte città della Romagna la protezione civile ha già provveduto a diffondere l’allerta meteo per vento, neve e gelo dalle 19 di oggi alle 19 di domenica prossima ed a esortare i cittadini ad uscire solo se strettamente necessario.
L’unica fatto certo è che questa nevicata costerà cara alle famiglie. I prezzi degli alimentari, come frutta e verdura, sono schizzati alle stelle a causa dei danni del gelo siberiano all’agricoltura e agli allevamenti; campi distrutti, aziende paralizzate per la mancanza di materie prime, tonnellate di cibo fresco marcite all’interno di camion che non potevano circolare, morie di bestiame e pesci. I danni causati finora al settore agroalimentare a livello nazionale superano i 350 milioni di euro (15 milioni in Emilia Romagna) e sono destinati ad aumentare progressivamente, causando di conseguenza un incremento di prezzo dell’ortofrutta. Dall’insalata che dai primi giorni di gennaio 2012 ad oggi registra un +175%, al miele +108%, alle pere +133% per giungere allo sconcertante +200% dei carciofi. Ma non solo. Dietro i rincari dei prezzi di frutta e verdura si cela l’ombra della speculazione. Come afferma Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna, “Bisogna anzitutto fare una distinzione netta fra i prodotti che effettivamente stanno subendo danni dal maltempo”, come finocchi e carciofi, per i quali è inevitabile un fisiologico rincaro per la limitata disponibilità del prodotto;  e ciò che invece  “riguarda la frutta e gli agrumi, articoli per i quali le condizioni meteo non influiscono certo sulla produzione” e perciò diventano oggetto di speculazione a causa di un ingiustificato aumento del prezzo. Il responsabile Pausini ci tiene a sottolineare come, nonostante i mancati guadagni di molte aziende stimati in milioni di euro, la cooperazione ravennate rappresenti un’eccezione rispetto al panorama nazionale, poiché si è rifiutata di giocare al rialzo dei prezzi “per quanto riguarda la frutta che attualmente è conservata presso le strutture di lavorazione”, cercando di venire incontro il più possibile alle esigenze del consumatore.
(Ottavia Quartieri)