Roma. “Morte accidentale di una fabbrica”, il monologo di Giuliano Bugani, collaboratore del nostro sito, sarà trasmesso da Radio Onda Rossa di Roma (87,9 FM) martedì 14 febbraio, ore 14. Si tratta della registrazione della lettura teatrale del monologo con le musiche al pianoforte di Gianluca Nuti, giovanissimo talento musicale. Il monologo racconta la nascita la vita e la morte di fabbriche come la Omsa di Faenza (RA) e la Fini Compressori di Zola Predosa (BO). Ascesa e declino di due grandi aziende che hanno lasciato il segno nella storia dell’industria italiana. La nascita in Italia e l’abbandono dell’Italia, alla faccia di un localismo e di un federalismo falso che ha regalato finanziamenti di Stato per poi perdere tutto. Facendo pagare ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori.

Traccia
“… Una fabbrica può morire? Una fabbrica, se può morire, vuole dire che ha vissuto. Può una fabbrica vivere? Io non so dire queste cose. Io sono un operaio. Io sono un proletario. Io sono anche uno che scrive. Io scrivo. Io racconto storie che mi prendono la mente. Io ho in mente delle storie. Ma principalmente sono un operaio. Mio padre era operaio. Mio nonno era operaio. Ho molti amici operai. Gli operai stanno dentro le fabbriche. La mia città è una città di fabbriche. Anzi, la mia città era, una città di fabbriche. Ho visto fabbriche morire. Ammesso, che una fabbrica possa morire. E lentamente, la mia città ha cominciato anche lei a morire. Ammesso che anche una città possa morire. Sicuramente ti posso dire che ho visto fabbriche, vivere. E sì. Perché di sicuro le fabbriche vivono. E anche la mia città ha vissuto. I miei amici, operai, hanno vissuto. Dentro le fabbriche. Dentro la mia città…”

Giuliano Bugani è nato nel 1961. Operaio, giornalista, scrittore, poeta, documentarista, autore di teatro. Tra le opere letterarie, “I cortili del Purgatorio” con prefazione di Roberto Roversi e “Zannarchika”, il romanzo “La pianure” con prefazione di Daniele Barbieri (Carta); i documentari “Liberate Silvia” (2005) sul caso di Silvia Baraldini; “I ragazzi del Salvemini” (2007), sulla strage all’Istituto Salvemini di Casalecchio del 6 dicembre 1990; “Anno 2018: verrà la morte”, (2008), sui lavoratori esposti all’amianto; “Prigionieri del Silenzio” sui detenuti italiani all’estero dimenticati; “Quella notte al Leoncavallo” (2008), reportage di una manifestazione sui Diritti Umani; “La mia Bandiera” storie di partigiane in Emilia Romagna; ‘ Uomini da bruciare’ sulla strage degli operai bruciati vivi all’ Eureco nel 2010; i monologhi “Morte di un anarchico”, “Maria Margotti”, “Morte accidentale di una fabbrica”, “Situazione di emergenza”, “La guerra di Dio”, le piece “Apologia di una Resistenza”, “Donnarchica o del perché le madri cercavano i figli”; “Marzabotto, Reggio, 2 agosto 1980”; “Radio Jesus”; ‘ Il processo di Dedalo’.