Imola. E' tornato il sole e da ieri, martedì 14 febbraio, è ripresa l'attività nelle scuole, l'Amministrazione comunale ha steso il primo bilancio su quella che sarà ricordata come “la grande nevicata del 2012”. I primi fiocchi sono caduti il 31 gennaio mentre gli ultimi hanno smesso di scendere domenica 12 febbraio, in tutto più di un metro di neve è caduto sulla città e sul territorio circostante. I costi per il comune supereranno, al momento non si può sapere di quanto, il milione di euro. Il sindaco Daniele Manca incontrando la stampa per fare il punto dell'emergenza si è detto soddisfatto di come la situazione sia sta gestita e della risposta della cittadinanza “che non ha fatto mancare il suo importante contributo, con un senso civico che conferma uno dei tratti specifici di questa comunità: il controllo sociale”. Alcuni problemi ci sono stati però: “Abbiamo incontrato problemi in alcuni quartieri, fuori dagli assi principali, durante la prima fase della nevicata, il ghiaccio e le basse temperature hanno creato disagi che si sono poi protratti – spiega Manca – Distinguo la prima fase dalla seconda, perché la ritengo non frutto di un assenza di programmazione, come qualcuno ha detto, ma dovuta all'eccezionalità dell'evento”.

 

I costi della neve.

Un evento meteorologico eccezionale per durata e quantità delle precipitazioni, che ha comportato lavori e costi eccezionali. Il Comune di Imola ha speso quasi un milione di euro solo per il sale ed i costi per i 30 spazzaneve esterni e le ditte che si occupano dello sgombero della neve, fino a tutto martedì 14 la spesa è stata di 985.835 euro. A questa cifra andrà aggiunta poi quella relativa ai costi per il lavoro straordinario e la disponibilità interna dei dipendenti comunali, cifra che non deve essere piccola se si pensa che la centrale operativa per gestire l'emergenza è stata attiva 24 ore su 24, con loro i mezzi spazzaneve e spargi sale del Comune, come pure l'officina che si occupa della manutenzione e riparazione di tali mezzi. Un centinaio di dipendenti hanno preso parte ai lavori, di questi una quarantina hanno dato la disponibilità a lavorare giorno e notte. E non è finita, perché il lavoro per liberare strade e parcheggi dalla neve non è di certo terminato e a questo andranno sommate tutte le spese di manutenzione che ci si troverà ad affrontare nel prossimo periodo. Un esempio: la manutenzione stradale richiederà interventi più consistenti, in Comune lo danno già per certo, perché il sale che si è sparso in questi giorni sulle strade, stiamo parlando di circa 4000 tonnellate, è cloruro di calcio, un composto molto più efficiente alle basse temperature del normale cloruro di sodio, ma che ha una capacità corrosiva altrettanto superiore. “Capiremo nei prossimi giorni come si potranno distribuire questi 985mila euro – continua Manca – Abbiamo fatto richiesta di esentare dal patto di stabilità le risorse che abbiamo impiegato ed abbiamo avanzato una richiesta ancora più importante di sblocco del patto di stabilità perché non è finita qui, i costi per la manutenzione cominciano ora”. La Regione Emilia-Romagna ha scelto di dichiarare lo stato di “emergenza regionale” e non la calamità naturale che avrebbe automaticamente fatto scattare un incremento delle accise e quindi del costo del carburante, non si è ritenuto opportuno gravare i cittadini già colpiti dai disagi di un ulteriore aumento del prezzo della benzina. “La Regione ha destinato 2 milioni di euro all'emergenza, – spiega Manca – ci sono però territori colpiti molto più duramente del nostro, in particolare nella Valmarecchia, il forlivese e il cesenate, e ovviamente saranno queste aree a dover essere aiutati per prime”.

 

 

 

Le scuole.

Molti i disagi anche sul fronte scuola: studenti ed insegnati rimasti a casa per un totale di sette giorni, scrutini di fine quadrimestre rimandati e ritardi nella consegna delle pagelle. Non sono mancati anche danni alle strutture a causa di infiltrazioni d'acqua ma dal Comune assicurano che entro la giornata di oggi i tetti saranno sgomberati dalle neve. “Abbiamo fatto una modulazione delle ordinanze che ritengo azzeccata: siamo partiti chiudendo le scuole, successivamente abbiamo modificato l'ordinanza e siamo passati alla sospensione dell'attività didattico-educativa. – spiega Marco Raccagna assessore alla Scuola – In questo modo si è permesso al personale scolastico Ata, a quello amministrativo e ai dirigenti di poter entrare all'interno delle strutture per verificare la sicurezza degli accessi e gli interni, il riscaldamento, di modo che la riapertura della scuola potesse avvenire senza problemi”.

L'assessore si è detto più che soddisfatto dell'efficacia del nuovo sistema adottato per comunicare con la cittadinanza. Sono stati inviati qualcosa come 168 mila sms, più di 16mila al giorno per dieci giorni, allo scopo di informare le famiglie delle decisioni dell'Amministrazione comunale in merito alla chiusura o meno delle scuole in base all'evolversi della situazione meteorologica. Il sistema adottato impiega dai 35 ai 40 minuti per spedire tutti i messaggi ad un costo molto contenuto, attorno ad un centesimo a messaggio, e gli operatori sono in grado di svolgere questo lavoro a qualsiasi orario, anche da casa, per rendere la comunicazione ancor più tempestiva. Un sistema efficace che anche il Comune di Bologna ha deciso di “copiare”.

Come recita il regolamento comunale approvato da questa maggioranza le tariffe dei nidi e i servizi di mensa e trasporti nelle scuole materne e elementari verranno decurtate proporzionalmente in base ai giorni in cui i servizi sono venuti a mancare a causa dell'ordinanza del sindaco (una riduzione di 114,40 euro per il nido e 38,61euro per la mensa). In tutta l'Emilia-Romagna inoltre le assenze dovute a ordinanze del sindaco non verranno conteggiate, l'anno scolastico non perderà nemmeno una giornata e nessuna scuola rischierà quindi di andare sotto le 200 giornate annue che sono il minimo ministeriale, ciò non toglie che ogni istituto potrà valutare in autonomia se e come recuperare i giorni di lezione perduti.

 

 

 

Ospedale e viabilità.

Niente di particolarmente rilevante fanno notare dall'Ausl, non ci sono stati grossi disagi in ospedale salvo qualche piccola infiltrazione d'acqua ed un aumento dei ricoveri per malattie stagionali, anziani in particolare, tutto sommato l’organizzazione sanitaria locale ha retto bene. Il 118 ha sempre mantenuto un mezzo di emergenza in più rispetto allo standard sulle 24 ore; le infermiere e le operatrici delle cooperative sociali addette ai servizi domiciliari hanno garantito tutti gli interventi più urgenti, “lavorando in condizioni estreme, spesso andando al lavoro un'ora prima e munendosi di pala per raggiungere le abitazioni più isolate” ha tenuto a sottolineare il vicesindaco Visani; al personale della sala operatoria di ostetricia ginecologia reperibile è stato chiesto di stare in ospedale in modo da annullare i tempi di arrivo. Sono inoltre stati messi a disposizione dei letti presso le strutture di day hospital di Imola e Castel San Pietro Terme, in modo che gli operatori e gli addetti alle pulizie potessero, volendo, restare a riposare in ospedale per evitare difficoltà a tornarvi al turno successivo.

Anche sul fronte della viabilità non c'è molto da segnalare, “la Polizia municipale in questi giorni ha svolto un'intensa attività – sostiene all'assessore Luciano Mazzini – non intervenendo mai dal punto di vista sanzionatorio se non in quelle circostanze che rappresentavano pericolo per la circolazione o una mancanza di rispetto per i più deboli, come nel caso di chi parcheggiava nei posti riservati ai disabili senza averne il diritto”. Sono in tutto 36 le contravvenzioni elevate dai vigili in queste due settimane, a fronte delle 600 del mese di gennaio, mentre gli ausiliari del traffico non hanno fatto nessuna multa per le soste. Unica situazione di tensione si è avuta con gli autotrasportatori al casello autostradale per far rispettare l'ordinanza del Prefetto che imponeva il blocco del traffico pesante in A14. “Un provvedimento anomalo – commenta Mazzini – pensare di scaricare il traffico pesante sulle strade normali porta gravi problemi alla circolazione locale”. (Leonardo Bettocchi)