Imola. Il Forum Marconi ha analizzato il materiale relativo al bilancio preventivo del Comune di Imola ed ha espresso un parere dettagliato su diversi punti:
– Imu: Si ritiene opportuna la scelta di mantenere l’aliquota base, stabilita dalla manovra “salva Italia”, sulle abitazioni principali, sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali strumentali, e di avere invece innalzato l’aliquota sulle abitazioni principali classificate nelle categorie A1, A8, A9 (case di lusso) e sulle seconde, terze ed altre case… Molto “strana” questa Imposta municipale, il cui introito deve essere però girato allo Stato.
– Lotta all’evasione ed elusione fiscale: sembra tornare in auge, anche in Italia la condanna anche morale, verso chi non pagando le tasse dovute, ha di fatto pesato gravemente sulle spalle degli italiani che invece le tasse le hanno sempre pagate fino all’ultimo euro. Pertanto si ritiene fondamentale, per ripristinare un equilibrio che per molti anni è mancato, investire sulla organizzazione e progettazione di una rete informativa utile ad individuare le discrepanze tra i redditi dichiarati, e gli stili di vita degli evasori. Positivo il giudizio su un Ufficio Tributi associato… ma si valuti anche se e quale può essere il contributo dei cittadini “onesti” e proponiamo di promuovere anche a livello locale campagne di sensibilizzazione dei cittadini.
– Modifica riguardante il trasporto pubblico locale: non sarebbe male sentire il parere dei cittadini che usufruiscono del servizio per verificarne limiti e necessità. Arrivano molte segnalazioni anche presso i Forum.
– Progetti di miglioramento che vedono coinvolti il personale del Comune. Ci parrebbe interessante conoscere maggiormente alcuni aspetti: quale l’obbiettivo prevalente dei singoli progetti, il miglioramento dei servizi al cittadino o il solo risparmio economico? Il quadro generale degli obiettivi annuali o pluriennali, se ve ne sono; quali gruppi di servizi o unità operative interessano; quali sono gli organismi che definiscono gli obiettivi e le risorse assegnate; come viene fatta la verifica del raggiungimento dei singoli obiettivi intermedia e finale; in che misura vengono erogati gli incentivi in relazione ai diversi livelli di raggiungimento degli obiettivi; chi compone il nucleo di valutazione, a chi risponde e quali sono le sue funzioni e compiti in relazione alle erogazioni degli incentivi.
– Case popolari: circa 1000 gli alloggi pubblici nel Comune di Imola; scarsissima la possibilità che chi si vede assegnato un alloggio lo lasci poi disponibile qualora il suo reddito torni a livelli “ normali”. Infatti se il reddito Isee d’ingresso nella graduatoria di assegnazione è adeguato, non lo è di certo quello di uscita che si aggira attorno ai 50.000 euro (reddito Isee!). Questi valori sono fissati dalla Regione e sono simili in tutte le regioni: è necessaria una forte presa di posizione da parte di tutte le Amministrazioni, affinché tale tetto di reddito venga fortemente ridotto, per rendere disponibili a persone realmente bisognose le case popolari, garantendo un turnover maggiore: case disponibili a chi è nella reale necessità , ma solo fino a quando questa necessità sussiste.
Il consiglio del Forum, anche partendo dalle esperienze avute personalmente su vari fronti, quali l’Ausl, i Servizi sociali, i trasporti pubblici, ecc. ritiene di dover fare una forte sottolineatura sull’attenzione alla qualità degli stessi come unico e reale strumento di contenimento della spesa.
La richiesta della maggiore qualità dei servizi è una richiesta sempre presente da parte dei cittadini e, ci pare, anche nella consapevolezza della nostra Amministrazione: troppo spesso però, specie in questi ultimi anni, che sono gravemente segnati da una crisi economica globale, e forti tagli alle amministrazioni locali, è stato proprio il fattore economico il primo ostacolo esibito per giustificare una impossibilità a “ fare di più o fare meglio”.
Riteniamo invece che perseguire la qualità non richiede maggiori fondi, ma anzi sia l’unico e vero strumento per ottenere un risparmio ed un uso “qualificato” delle risorse .
1. Qualità intesa come qualità del servizio offerto, ovvero maggiore cura nelle prestazioni e dei servizi, creazione di un efficace coordinamento per evitare sovrapposizioni, doppioni, ma anche “vuoti”;
2. Qualità intesa come migliore comunicazione tra gli operatori e con l’utente: troppo spesso gli utenti sono “numeri di prestazioni” da esibire, dimenticando la persona che si ha di fronte, che non è solo il problema che porta. Molti pazienti imolesi, ad esempio, si rivolgono ad altre realtà sanitarie limitrofe o lontane non solo perché erogano prestazioni con tempi di attesa più brevi ma anche perché forniscono una migliore qualità in alcuni servizi intesi come diagnosi, terapia e rapporto operatore – assistito. La qualità di un servizio dipende molto dai rapporti che ci sono tra chi dirige e chi opera a contatto con l'assistito. Se l'interesse primario è realmente il bene degli utenti e non solo far quadrare i conti economici, è indispensabile il dialogo tra tutti gli operatori che operano in vari modi nel perseguire l'obbiettivo comune: il maggior bene possibile della persona.
3. Qualità a partire di chi decide: occorre che la direzione dei servizi sia affidata a persone competenti nella materia specifica. Non ci possono essere solo “manager” a guidare l’organizzazione di servizi quali, ad esempio, quelli sanitari o sociali, è necessario che chi prende le decisioni abbia una chiara visione delle priorità, della migliore organizzazione e delle dinamiche che quel servizio richiede. Se l’obbiettivo della dirigenza è solo quello di far “quadrare” i conti, dati ed esperienza alla mano, nel lungo periodo ci si trova a dover spendere molto di più per “sanare” le conseguenze delle scelte fatte. E non sempre la quadratura dei conti, (quando si ottiene) corrisponde ad un servizio adeguato, non perché non ci siano abbastanza soldi, ma perché le strategie portate avanti non sempre sono le migliori.
4. Qualità dell’organizzazione di operatori/professionisti: è molto difficile fornire un buon servizio quando gli operatori cambiano con grande frequenza, l’organizzazione varia più volte in pochi anni; si rischia di portare avanti il lavoro in modo estremamente frammentato e discontinuo, con la conseguenza che gli operatori per primi non sono troppo motivati; questo porterà risultati scarsi e problemi più grossi e più onerosi, di cui l’amministrazione, la comunità dovranno farsi carico negli anni a venire. In campo medico, quante prescrizioni di esami vengono fatte solo per tutelare il medico da una possibile causa, e non dalla necessità reale di eseguire l’esame? In materia di servizi sociali, i casi che non vengono seguiti in modo costante ed adeguato, presenteranno problematiche più onerose dopo breve tempo.