Regione.“Remota possibilità di risarcimento” per i danni che la neve ha provocato ai privati e alle attività produttive. Queste le parole di Demetrio Egidi, direttore della Protezione civile regionale, che nel corso della seduta della commissione Bilancio affari generali istituzionali della Regione ha riferito ai commissari il quadro delle attività svolte in relazione all'ultima emergenza provocata dalle forti nevicate. “Si stanno facendo i conti delle spese ammissibili sostenute durante la prima emergenza che dovrebbero trovare copertura con fondi statali e che in parte (per circa 800 mila euro) l’Agenzia regionale ha anticipato. Una seconda capitolo delle stime riguarda i danneggiamenti alle strutture pubbliche essenziali che ad oggi non sono ricompresi tra gli interventi finanziati dallo Stato”. Positvo poi il giudizio sull'operato della Protezione cibìvile: “Efficiente – a giudizio di Egidi – la risposta del sistema che ha visto in campo un imponente schieramento di forze: 550 vigili del fuoco e 250 volontari emiliano-romagnoli, 130 del Trentino, 40 di Bolzano, 15 della Valle d’Aosta e altri 30 specializzati per interventi sui tetti dalla Lombardia e dal Veneto, oltre a 150 forestali. Questi gli attori di un intervento corale, ha precisato Egidi, cui hanno partecipato anche esercito, carabinieri, forze dell’ordine e prefetture. 600 le persone sfollate in quei giorni nelle zone più colpite della Romagna, 4.500 le richieste tra Forlì e la Valmarecchia di verifica di stabilità degli edifici, anche se una attenta valutazione della situazione ha consentito di concentrare gli interventi su chiese, scuole edifici pubblici e centri commerciali”. Nei giorni in cui si fa sta facendo il conto delle prime “spese vive” l’Agenzia di protezione civile assieme alla Commissione regionale grandi rischi sta valutando le possibili conseguenze del disgelo sul territorio con particolare riferimento alle montagne e ai fiumi.