Imola. “CiboAmico” è il progetto di Hera grazie al quale si recuperano i pasti preparati ma non consumati nelle mense del gruppo e li si dona alle associazioni che operano nel sociale. “Questo progetto non ha che aspetti positivi – afferma Susanna Zucchelli, direttore Hera Sot Imola-Faenza – evita lo spreco di alimenti, riducendo i rifiuti prodotti, e consente di creare una rete solidale sul territorio tra soggetti diversi a costo zero. E’ nostra intenzione estendere questa esperienza alle aziende di ristorazione che gestiscono mense interaziendali frequentate dai lavoratori di Hera”.

Ad Imola, dal 2010, la collaborazione è attiva con l'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che si occupa di pronta accoglienza per adulti in stato di disagio e con particolari difficoltà economiche, e che conta nella sua struttura dieci ospiti. Nel 2011 i pasti donati da Hera, provenienti dalla mensa aziendale di via Carseggio, sono stati 1600, circa sette al giorno per valore complessivo di 6.500 euro. Spostandosi dal sociale all'ambiente si è potuto evitare lo spreco di 726.000 litri d’acqua, il consumo di 24.515 metri quadrati di terreno, la mancata liberazione nell'atmosfera di alcune migliaia di chilogrammi di anidride carbonica equivalente per la cui neutralizzazione sarebbe necessaria una superficie boschiva pari a circa 7 campi da calcio.

I dati complessivi del progetto “CiboAmico” relativi al 2011 parlano di circa 17.200 pasti donati, un valore economico complessivo pari a oltre 67.000 euro, 5 mense coinvolte, tra cui quella di Imola, e 7 associazioni onlus destinatarie degli alimenti che ospitano in totale di oltre 170 persone. L’attività è realizzata da Hera con il supporto di Last Minute Market, società spin-off dell’Università di Bologna che promuove la lotta allo spreco e la sostenibilità ambientale, e la collaborazione di Concerta, la società che gestisce le mense di Hera. “In media ogni anno si gettano nella spazzatura 11 miliardi di euro, pari allo 0,72% del Pil. Sono 17 milioni di tonnellate di alimenti che finiscono nella spazzatura e che potrebbero invece avere un destino diverso” queste le parole di Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e presidente di Last Minute Market, che riprende le stime del “Libro nero dello spreco in Italia: il Cibo” (Edizioni Ambiente).