Ravenna. Inaugurata sabato 18 febbraio la mostra “Testori e la grande pittura europea” al Mar di Ravenna, nella bella cornice della Loggetta Lombardesca. Una mostra dedicata a Giovanni Testori, pittore, drammaturgo, giornalista, storico e critico dell’arte, allievo di Roberto Longhi che, con oltre 50 opere di grandi artisti, ripercorre l’arte di cinque secoli. La mostra, la quarta dedicata a grandi critici e storici dell’arte, propone un percorso artistico teso a far emergere ciò che premeva a Testori indagare nel lavoro degli artisti: la realtà, la miseria e lo splendore della vita.  Un filo conduttore su cui Claudio Spadoni, curatore della mostra, ha selezionato gli artisti più amati e più interessanti per Testori (non tutti per la verità, come sottolinea Spadoni, cinque secoli sono davvero tanti) nonché i più significativi per comprendere l’opera di Testori stesso. Dai primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti (a cui è dedicata una sala monografica con opere notevoli) allo studio dei francesi Courbet e Gericault, per proseguire con l’approfondimento della pittura di realtà nella Lombardia del ‘500 e del ‘600 e i “manieristi” lombardo piemontesi accompagnati da Caravaggio, sua grande passione. Ma grande attenzione dedicò anche agli artisti tedeschi della Nuova Oggettività (Dix, Grosz e Radzwill), ai cosiddetti Nuovi Ordinatori (Albert, Chevalier, Schindler, Merkens) e ad artisti come Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Grubert, Marini, Vacchi, Varlin, Jardiel, Vallorz, Rainer fino a Cucchi e a Paladino. Di ognuno di questi artisti sono esposte diverse opere che fanno della mostra, un evento di indiscusso interesse con pezzi rari e di difficile accesso. Fra le tante, sono esposte anche opere che ritraggono lo stesso Testori visto da diversi artisti e anche un ritratto di Longhi. In Sironi e Marini, Testori riconosce quella visione metafisica che va oltre il reale e ritrova l’intero arco della vicenda umana, mentre definisce l’amico Morlotti “l’orafo fedele e disperato” nei cui dipinti ravvisa “lo spogliarsi delle carni sotto la coltre della terra”. Nella pittura di Grosz, Dix, Radzwill e Schlichter vede un valore di denuncia e provocazione e nelle opere di Giacometti la voce del dolore umano, “nella materia incisa, graffiata, cancellata infinite volte”. Dunque non solo i soggetti, ma il colore e la tecnica degli artisti sono gli elementi che rivelano la realtà della vita e della condizione umana, oggetti della ricerca di Testori,  contributo che offre, come quello di altri studiosi, una conferma del valore insostituibile della creazione artistica nella storia dell’Uomo. La mostra termina, significativamente, in una sala in cui è rappresentata la sintesi del percorso testoriano con opere di Cairo, Bacon, Caravaggio, Morlotti, Giacometti, Guttuso. Conclusione originale e indovinata per una mostra che, per l’arco di tempo considerato, rischia di essere disorientante. Grazie al filo conduttore sempre evidente che la attraversa, riesce tuttavia a non smarrire l’obiettivo dichiarato di rendere omaggio a Giovanni Testori al suo lavoro e alla sua visione, che divengono comune denominatore di artisti e di epoche artistiche diversissimi fra loro. Una voce, quella di Testori, sopra le righe, controcorrente e totalmente fuori dal coro, dice Spadoni, di quelle voci di cui oggi si sente tanto la mancanza. E anche per questo, coi tempi che corrono, la scelta del Mar assume il tenore di una scelta politica che merita attenzione per il tentativo di dialogare con la contemporaneità nella valorizzazione di figure dal pensiero attualissimo.
(Virna Gioiellieri)

Informazioni
Dal 18 febbraio al 17 giugno 2012 al Mar, Loggetta Lombardesca, via Di Roma, Ravenna
Orari: fino al 31 marzo: martedì-venerdì 9-18, sabato e domenica 9-19, chiuso lunedì.
Dall’1 aprile: martedì-giovedì 9-18, venerdì 9-21, sabato e domenica 9-19, chiuso lunedì.

Nelle foto: In alto a destra, Francis Bacon, The man of military cap, 1947; in alto a sinistra Francesco Cairo, Erodiade con la testa del Battista. Sotto, a sinistra, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Ragazzo morso dal rama; a destra, Ennio Morlotti, Quattro bagnanti